Digit@Piacenza: il patrimonio culturale di Piacenza rinasce in digitale

Biblioteca e Palazzo Farnese

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Un patrimonio da riscoprire, una sfida da raccogliere

Lapidi, dipinti, monete, medaglie, manoscritti secenteschi, stampe antiche e persino due carrozze d’epoca: è questo il tesoro custodito tra la Biblioteca Passerini-Landi, il Museo Civico di Palazzo Farnese e il Museo delle Carrozze di Piacenza. Un patrimonio prezioso ma fragile, spesso inaccessibile al pubblico proprio per la necessità di preservarlo nel tempo. Con il progetto Digit@Piacenza, promosso dal Comune di Piacenza e realizzato grazie a Regione Emilia-Romagna, abbiamo scelto di trasformare questo limite in un’opportunità: dare nuova vita a beni che non si possono toccare, sfogliare o osservare da vicino, restituendoli al pubblico e agli studiosi attraverso la digitalizzazione. Non un semplice archivio di immagini, ma il primo nucleo di una collezione digitale pensata per raccontare Piacenza a chiunque, ovunque si trovi.

Documenti e foto Biblioteca Passerini - Landi. Digit@ Piacenza
Moneta Biblioteca Passerini - Landi. Digit@ Piacenza

Volumi, materiali e tecnologie: la digitalizzazione su grande scala

Abbiamo affrontato il progetto con la consapevolezza che la varietà del materiale richiedesse tanto rigore quanto flessibilità. Operando direttamente presso le sedi di conservazione, in ambienti allestiti ad hoc, abbiamo digitalizzato oltre 72.550 pagine di volumi editi tra il 1600 e il 1870, 51 manoscritti per un totale di quasi 12.000 immagini, 6.500 stampe antiche e 1.450 unità grafiche e iconografiche tra cartoline, fotografie, mappe e disegni. A questo patrimonio librario e cartaceo si sono aggiunti i beni museali: 10 lapidi, 25 monete e 23 dipinti del Museo Civico di Palazzo Farnese, oltre alla digitalizzazione panoramica a 360° — interni ed esterni — di due carrozze storiche del Museo delle Carrozze, per un’esperienza di osservazione finora impossibile.

Per garantire la massima fedeltà di resa, in termini sia di risoluzione che di colore, abbiamo impiegato strumentazione all’avanguardia: lo scanner planetario CopiBook OS A2, le fotocamere mirrorless Sony α7R IV e Fujifilm GFX 100S, e un parco illuminotecnico dedicato con i LED LUPO Dayled 2000 PRO e Superpanel Dual Color. Ogni acquisizione è stata condotta nel pieno rispetto degli standard del PND – Piano Nazionale di Digitalizzazione del patrimonio culturale, così da assicurare qualità e uniformità in ogni fase del lavoro, dal volume seicentesco alla carrozza d’epoca.

Digit@Piacenza Museo Carrozze
Digit@Piacenza Museo Scanner

Dalla scansione alla fruizione: catalogazione e accessibilità

Digitalizzare non basta: ogni bene doveva essere anche descritto, tracciato e reso interrogabile. Per questo abbiamo affiancato all’acquisizione ottica un lavoro scientifico di catalogazione sulle principali banche dati nazionali e regionali, censendo 52 manoscritti su MANUS, 1.450 unità grafiche e iconografiche su SEBINA NEXT e Indice SBN, 30 monete e 48 medaglie e 24 reperti lapidei commemorativi sulla banca dati regionale PATER. Un lavoro capillare che trasforma migliaia di singoli oggetti in un patrimonio informativo strutturato e consultabile.

Il risultato di questo percorso prende oggi forma sulla piattaforma Lodovico Media Library, curata dal Dipartimento di Digital Humanities dell’Università di Modena e Reggio Emilia, dove i contenuti sono accessibili a pubblico e ricercatori anche da remoto.

Visione da Ipad: Lodovico Media Library
Lodovico Media Library Carrozze

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