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Valeria Salaris, Information Systems Project Manager Smart City, è stata intervistata da Green&Blue di Repubblica per raccontare ASPIM, il progetto che monitora i principali parametri ambientali delle 11 Aree Specialmente Protette di Importanza Mediterranea attraverso una rete di boe e sensori installati dalla superficie fino a 40 metri di profondità.

Il sistema effettua rilevazioni ogni 30 minuti e genera circa 2 milioni di misurazioni all’anno relative a parametri quali temperatura, ossigeno disciolto, salinità, densità, conducibilità e clorofilla. I dati vengono validati e resi disponibili quasi in tempo reale agli enti coinvolti nella gestione delle aree marine, contribuendo alle attività di monitoraggio, ricerca e tutela ambientale.

Nell’articolo di La Repubblica vengono raccontati obiettivi, tecnologie e risultati del progetto, approfondendo anche alcune delle principali sfide affrontate: dalla progettazione di installazioni personalizzate per ciascuna area marina alle attività di installazione e manutenzione della sensoristica, fino alle prospettive future legate all’utilizzo di strumenti di analisi avanzata e modelli predittivi basati sui dati raccolti.

Nell’intervista viene messo in evidenza come il sistema sia stato adattato alle specifiche esigenze dei singoli territori. Oltre ai parametri comuni previsti per tutte le aree, alcuni siti hanno richiesto sensori aggiuntivi per il monitoraggio della torbidità delle acque o idrofoni per l’ascolto dell’ambiente marino e l’individuazione del passaggio di specie di interesse. Un approccio che ha permesso di costruire una rete di monitoraggio capace di rispondere alle caratteristiche e alle diverse necessità di ciascuna area protetta.

Le informazioni generate dal sistema vengono condivise con ISPRA, gli enti gestori delle aree marine protette e numerosi istituti di ricerca, contribuendo ad arricchire la conoscenza degli ecosistemi marini e a supportarne la conservazione. Come raccontato nell’intervista, i dati raccolti vengono integrati con le serie storiche del programma europeo Copernicus e condivisi attraverso EMODnet, la rete europea dedicata ai dati marini. In questo modo le misurazioni effettuate nelle aree monitorate contribuiscono ad ampliare il patrimonio informativo a disposizione della comunità scientifica nazionale ed europea.

Tra gli episodi raccontati da Salaris figura anche il rilevamento del passaggio di una foca nell’Area Marina Protetta di Punta Campanella, individuato grazie a un’anomalia acustica registrata da uno degli idrofoni installati nell’ambito del progetto. Un riscontro che ha confermato sul campo l’efficacia della sensoristica adottata per il monitoraggio dell’ambiente marino.

Leggi l’intervista completa su Green&Blue di La Repubblica.

Lotto 2 del Progetto PNRR DigitAP, denominato ufficialmente “Monitoraggio in situ mediante sensori di prossimità wireless su undici AMP inserite nella lista delle Aree Specialmente Protette di Importanza Mediterranea” – PNRR (Missione 2, Componente 4, Investimento 3.2, Sub-investimento 3.2a), finanziato con fondi dell’Unione Europea – NextGenerationEU.