Nuova esperienza multimediale per la Palestra Grande e il Museo dei Calchi

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Pompei come non l’abbiamo mai vista: la nuova esperienza immersiva alla Palestra Grande e al Museo dei Calchi

Pompei, con i suoi 66 ettari di cui circa 50 scavati, è un insieme unico di edifici civili e privati, monumenti, sculture, pitture e mosaici di tale rilevanza per la storia dell’archeologia e per l’antichità da essere riconosciuto come Patrimonio dell’Umanità dall’ UNESCO. 

La nuova esperienza multimediale per la Palestra Grande e il Museo dei Calchi del Parco Archeologico di Pompei offre al pubblico un percorso emozionale e accessibile capace di coniugare sintesi narrativa e rigorosa accuratezza scientifica. Grazie a tecnologie digitali avanzate e ricostruzioni grafiche ad alta fedeltà, i visitatori scoprono un approccio rinnovato ai contenuti storici, archeologici e antropologici del Parco. 

La tecnologia a servizio della conoscenza 

L’intervento si fonda su un approccio che considera la tecnologia come uno strumento a servizio dei visitatori e della loro immedesimazione con i contenuti, capace di sostenere il rigore scientifico e di aprire nuovi modi di leggere il patrimonio. I visitatori di tutto il mondo si avvicinano agli attrattori culturali con aspettative diverse rispetto al passato: cercano contesti di contatto personale ed emozionale, informazioni accessibili e una narrazione che li aiuti a orientarsi nella complessità della storia. Il percorso consente un contatto più diretto, informato e consapevole con la storia di Pompei, offrendo strumenti che ampliano la conoscenza e rafforzando il rapporto tra pubblico e patrimonio culturale. 

In contatto con la storia, con uno sguardo nuovo 

Elemento centrale dell’allestimento è il nuovo video immersivo che ricostruisce l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. con un altissimo livello di accuratezza storica e scientificaProdotto interamente da ETT mediante tecnologie CGI (Computer-Generated Imagery), con contenuti visivi ad alta fedeltà e software di simulazione di fluidi basati su principi di fluidodinamica, il video riproduce in modo fotorealistico, grazie a complessi algoritmi di elaborazione delle immagini, la formazione della colonna eruttiva, l’evoluzione dei gas, la turbolenza, i flussi di ceneri e lapilli e il collasso finale. Tutto il processo di produzione è stato organizzato in modo da rendere le simulazioni più sciolte ed efficaci, garantendo un risultato altamente realistico. La regia adotta un taglio documentaristico che guida lo spettatore attraverso la scansione temporale degli eventi, mantenendo un equilibrio costante tra impatto visivo e fedeltà scientifica. 

Alla scoperta dei calchiil contenuto nascosto dei reperti 

Accanto alla ricostruzione dell’eruzione, il progetto include contenuti video dedicati alla visualizzazione dei calchi di Pompei “dall’interno”. Grazie all’elaborazione delle TAC tridimensionali fornite dal Parco e all’integrazione delle scansioni 3D superficiali ad alta risoluzione – rilievi digitali estremamente dettagliati che catturano con precisione la forma e la struttura (texture) degli oggetti – abbiamo sviluppato la narrazione che guida lo sguardo dello spettatore attraverso sezioni stratigrafiche e rotazioni orbitali per rivelare la struttura scheletrica dei calchi e i supporti di consolidamento. Un’unica linea di infografica collega fonti diverse, dando vita a una narrazione analitica e, al tempo stesso, coinvolgente, concepita per accompagnare lo spettatore nella scoperta del contenuto nascosto dei reperti. 

Un altro video propone, poi, un nuovo montaggio realizzato da materiale preesistente, che collega l’eruzione del 79 d.C. e la documentazione della tecnica di realizzazione dei calchi in gesso dei resti umani rinvenuti durante gli scavi. 

La narrazione si arricchisce, inoltre, dell’inserimento di materiali video d’archivio, tra cui scene tratte dal film “Viaggio in Italia” di Roberto Rossellini (1954) e un estratto dell’intervista all’archeologo Amedeo Maiuri dalla trasmissione “Incontri” (1962). 

Un’esperienza accessibile e multisensoriale  

Importante focus di progetto, infine, è il tema dell’accessibilità: nel nuovo percorso di vista, l’approccio progettuale è orientato a rendere i contenuti fruibili dal maggior numero possibile di persone, senza distinzione di capacità, età, genere o provenienza culturale. La progettazione tiene conto delle esigenze di una pluralità di utenti e promuove soluzioni semplici e facilmente utilizzabili, con l’obiettivo di creare spazi espositivi realmente inclusivi. 

In collaborazione con UICI – Unione Italiana dei Ciechi e Ipovedenti ETS-APS, abbiamo realizzato riproduzioni tattili in 3D di alcuni reperti organici rinvenuti negli scavi – tra cui un pane, un maialino, una tartaruga, due murici e un fico. 

Grazie ai rilievi effettuati con laser scanner e alla stampa in resina ad alta precisione, sono state ottenute copie estremamente fedeli per forma, trama e colore, offrendo un’esperienza multisensoriale che arricchisce il percorso di visita e ne amplia l’accessibilità alle persone non vedenti e ipovedenti. Questo approccio rappresenta anche un forte elemento di coinvolgimento per tutti i visitatori: le didascalie, in italiano e inglese, sono state inoltre tradotte in Braille in entrambe le lingue, confermando l’impegno del progetto verso un’inclusione autentica e concreta. 

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