Biblioteca e Complesso monumentale dei Girolamini

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Girolamini digitale: un progetto per la tutela e l’accessibilità

La Biblioteca e Complesso monumentale dei Girolamini, nel cuore del centro antico di Napoli (patrimonio UNESCO), è dal 2020 Istituto del Ministero della Cultura dotato di autonomia speciale. Il suo Archivio storico — stimato in circa 700.000 immagini digitali tra pergamene, Archivio storico (ACO) e Archivio musicale (AMCO) — custodisce documenti capaci di ampliare il quadro di conoscenze sulla vita artistica, economica e culturale di almeno tre secoli di storia del Mezzogiorno: dal Fondo Diplomatico (XIII-XIX secolo), con bolle, privilegi e atti, alla straordinaria raccolta di musica sacra napoletana del Sei-Settecento dell’AMCO, fino ai fondi Bellucci e Scugnizzi. Il progetto nato anche grazie al supporto della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Campania, ha avuto l’obiettivo di riordinare, preservare e rendere accessibile questo patrimonio a tutte le comunità di riferimento.

scanner testi
Immagine ravvicinata dettaglio volumi antichi archivio

Le fasi del progetto

Il lavoro si è articolato in quattro fasi.

  1. La prima ha riguardato la schedatura, l’inventariazione e la catalogazione: dopo un’analisi preliminare per sviluppare la struttura archivistica e le attività di ricognizione e mapping dell’intero Archivio, un team di otto professionisti — quattro catalogatori, tre archivisti e un digital curator — ha schedato, inventariato e catalogato oltre 7.000 unità sui sistemi MetaFAD, Manus e SBN.
  2. La seconda fase, la digitalizzazione e metadatazione, è stata avviata con l’installazione di sei scanner planetari e l’allestimento di postazioni dedicate a metadatazione e controllo qualità: a regime, la produzione ha raggiunto circa 100.000 pagine al mese, secondo gli standard ICCU, con risorse in formato TIFF non compresso a 600/400 dpi e JPEG, nomenclatura scientifica dei file e produzione dei METS, a cura di un team di dodici professionisti.
  3. La terza fase ha previsto il restauro e ricondizionamento su una selezione di pergamene e pandette — tra cui 17 pandette del Fondo ACO, per complessive 16.052 pagine — affidato a restauratori professionisti, insieme alla sostituzione di parte della scaffalatura e all’installazione dell’infrastruttura di rete.
scanner dei documenti antichi
dettaglio su mano e volumi

Il risultato: la Digital Library dei Girolamini

La quarta fase ha portato alla progettazione e implementazione del portale dedicato, su cui è stato caricato tutto il patrimonio digitale: una piattaforma interoperabile con i collettori nazionali del settore archivi, articolata in un back end gestionale per la gestione delle unità documentali e degli oggetti digitalizzati e in un front end per la consultazione pubblica, personalizzato in conformità alla normativa di accessibilità, usabilità e responsività da mobile. Il risultato complessivo è la digitalizzazione di oltre 700.000 pagine e la nascita della Digital Library dell’Istituto, la teca digitale che rende oggi fruibile online il patrimonio dei Girolamini, con ricerca semplice e avanzata nelle teche. Al progetto si è affiancato inoltre un piano di comunicazione dedicato, con la produzione di materiali grafici e la realizzazione di una landing page per presentare l’iniziativa e i suoi risultati.

screen sito cultura gov
foto ravvicinata di più giornali cartacei

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