Spettacolo multimediale
Corte dei Lanzi del Castello di Gorizia
- Comune di Gorizia
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Storie, colori e grafiche ridisegnano le antiche mura, come pagine di un grande libro illustrato.
L’architettura si trasforma in racconto
Immagini cinematografiche che prendono vita sulle superfici murarie, ritratti dei protagonisti delle vicende storiche, geometrie e grafiche che aprono scenari inediti e un imponente apparato tecnologico: sono questi gli elementi distintivi dello spettacolo multimediale di videomapping prodotto da ETT per il Comune di Gorizia.
Man mano che lo show prende forma, a partire da linee e giochi grafici che dialogano con le architetture dei prospetti della Corte dei Lanzi, il contesto narrativo si definisce con una sorprendente chiarezza. La trama muraria del Castello è utilizzata come un grande libro illustrato, vividamente colorato e con fondali onirici.
Una nuova narrazione del patrimonio culturale
Lo show comprende due diversi video mapping, dedicati alle vicende della fortezza e dei personaggi che l’hanno animata, alla cultura medievale, al territorio e alla storia della città, per la regia di Federico Basso.
In ogni scena del video mapping le superfici architettoniche vengono utilizzate in modo creativo e sempre diverso, seguendo uno schema narrativo costante articolato su tre livelli. Il primo è un quadro d’insieme, una sorta di tableau vivant, in una cornice architettonica – una sagoma di muro privata di alcuni elementi costruttivi – capace di aprire un varco su una visione inedita. A questo si affianca una sequenza di dettagli che mette in risalto i momenti più significativi dell’azione, ripresi sul set con camera in movimento, cambi di fuoco e altre tecniche di matrice cinematografica. Completano la composizione i ritratti dei protagonisti, realizzati su green screen, che abitano gli spazi lasciati liberi dalla proiezione principale.
L’emozione e la sorpresa connettono il pubblico ai contenuti
Quando si spengono le luci, il visitatore viene avvolto in uno spazio buio totalmente immersivo. Il castello sparisce, come per magia, per trasportare il pubblico, nel corso del racconto, in altri mondi e in altre epoche. Le mura, le finestre, gli archi del Castello cambiano forma, le linee si animano e si modificano, per organizzarsi in strutture che delineano le aree di proiezione e che, ad ogni cambio di scena, si riposizionano per ospitare altri elementi, come transizione. Le musiche originali di Giuseppe Novella sottolineano i passaggi tra una scena e l’altra, avvincono e stupiscono, accompagnano la sensazione di meraviglia e aiutano il pubblico ad immedesimarsi con la storia del videomapping, costituendo un vero e proprio livello narrativo e sottolineando la connessione del luogo con le immagini.