Riapre il Museo casa di Dante con allestimento a cura di ETT

Il Museo casa di Dante riapre al pubblico, e per festeggiare il suo nuovo corso all’insegna della tecnologia riparte in una data simbolo per la città, il giorno in cui Firenze festeggia il suo Patrono, San Giovanni.

 “Una scelta – spiega Tullia Carlino coordinatrice del Museo insieme ad Angela Spinella che va incontro alla volontà di coinvolgere il più possibile la cittadinanza, perché con la condivisione di quello che per noi è un traguardo significativo ci auguriamo di cominciare al meglio la nuova avventura di questo luogo all’insegna dell’anniversario dantesco che ci attende e che ormai è alle porte. Siamo felici di veder finalmente decollare questo progetto al quale abbiamo lavorato per anni nella consapevolezza che il nostro museo fosse ormai datato e si rendesse sempre più necessario un restyling che lo trasformasse in un museo contemporaneo senza però strappargli l’anima e l’identità. Abbiamo percorso molte strade per reperire sponsor e sostegni economici ricevendo purtroppo sempre risposte negative. Tuttavia, grazie ad una gestione economica oculata e virtuosa, siamo riusciti ad accantonare negli anni le risorse necessarie ed oggi, non senza orgoglio, possiamo affermare che con le sole forze dell’Unione Fiorentina, abbiamo realizzato un museo completamente nuovo ed innovativo che offre un contributo importante al patrimonio culturale italiano ed un arricchimento straordinario per la città di Dante.”

Il 2021 – spiega Eugenio Giani, Presidente della storica istituzione culturale – è l’anniversario dei 700 anni dalla morte del Sommo Poeta e questo riallestimento della ‘sua casa’ è la migliore delle maniere per tenere viva la sua memoria e la sua grande opera. E’ un luogo che ci deve stimolare a riflessioni sulla figura di uno dei personaggi più importanti della storia della letteratura e da oggi lo fa grazie alla più innovative tecnologie che abbiamo a disposizione. Del resto Dante, fiorentino e toscano, rappresenta l’unità del Paese attraverso una unica lingua e ora più che mai c’è bisogno di un senso di unione e condivisione. Dante e la cultura sono un mezzo perché questo sentimento emerga nella giusta maniera” conclude Giani.

Sarà lo stesso Dante a invitare i visitatori all’interno della Casa, prendendo vita in un monitor a parete e anticipando quello che sarà il dualismo della chiave narrativa del percorso di visita: Dante, poeta e padre della lingua italiana, ma anche uomo del suo tempo. Questa postazione video avrà la doppia funzione di suscitare la curiosità del visitatore e di fornirgli le prime informazioni di contesto, preparandolo ad un viaggio alla scoperta del poeta e della sua Firenze.

 

“L’idea alla base del riallestimento è quella di creare una nuova narrativa che renda il visitatore immediatamente partecipe della vita del Sommo Poeta. Grazie alla tecnologia “invisibile”, che supporta la visita senza rendersi mai invadente o ingombrante, diventa possibile scavare profondamente nel pensiero di Dante, attuando un cambio di passo che porta da “aver visto e letto” ad “aver compreso” i temi fondamentali della sua Storia e della sua Poesia. Tutto questo nell’ambito di uno storytelling fatto di parole, suoni e suggestioni che stimola ed emoziona pubblici diversi, creando una profonda connessione tra i visitatori, il poeta, la città e i luoghi che ha vissuto.”, ci spiega Adele Magnelli, International Project Manager di Ett S.p.A. che ha realizzato progetto di riallestimento multimediale.

Nove sale in tutto e tra queste, quasi uno spettacolo a sé, quella dedicata alla Divina Commedia. Si tratterà di una sala immersiva con al centro un grande volume aperto e animato da proiezioni. I passi più significativi della Divina Commedia, letti da Francesco Pannofino, accompagneranno lo sfogliarsi delle pagine, immergendo il visitatore in un viaggio tra le cantiche mano nella mano con il Poeta.

Le sorprese non sono finite infatti. La sala della Divina Commedia sarà arricchita da una collezione di volumi della Commedia in tutte le lingue del mondo con suggestive rappresentazioni della geografia della Commedia e la visione sinottica dei 100 canti. I volumi sono stati donati al Museo dal magistrato e scrittore Giuliano Turone.