Read More

Il Genio di Palermo: lanciata l’App turistica

Nasce l’Itinerario del Genio di Palermo: da oggi un’App racconta il misterioso protettore del capoluogo siciliano

L’assessore Alberto Samonà: “Un modo per far scoprire l’identità profonda della Città, puntando sulla sua storia e sul patrimonio culturale”

“Panormus conca aurea suos devorat alienos nutrit” è l’iscrizione che nel Palazzo Pretorio accompagna l’enigmatico simbolo civico del capoluogo siciliano: il Genio di Palermo. Sculture, fontane, affreschi, mosaici, documenti; la città è piena di riproduzioni del Genio, tutte con le stesse caratteristiche iconografiche, fatta eccezione per alcuni variabili elementi aggiuntivi: un uomo corpulento, con la barba spesso divisa in due ciocche e una corona adagiata sui lunghi capelli. Un fenomeno tutto palermitano, che non incontra eguali in nessun altro luogo. Da oggi, per volontà dell’Assessorato regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, su impulso dell’assessore Alberto Samonà, nasce l’Itinerario del Genio, attraverso un’App mobile (chiamata appunto, Genio di Palermo), che offre ai visitatori la possibilità di compiere un percorso culturale alla scoperta della Città, seguendo la localizzazione di diciotto diverse rappresentazioni del Genio che ne è storico protettore e simbolo civico.

L’applicazione mobile per smartphone, con contenuti in italiano e in inglese, è compatibile con sistemi operativi Android, immediatamente scaricabile su Google Play mentre per iOS sarà scaricabile entro pochi giorni.

L’App è stata realizzata in collaborazione con la Galleria regionale di Palazzo Abatellis e  sviluppata da ETT con la consulenza scientifica dell’archeologa Marilena Gennuso. Partendo dal mito offre, a chi la vorrà consultare, la possibilità di seguire un itinerario culturale nei quattro mandamenti storici palermitani. Il percorso alla scoperta del Genio è pensato per consentire a tutti di approfondire la storia di Palermo e di conoscere meglio il capoluogo siciliano attraverso i luoghi che ne custodiscono il genius loci. L’itinerario proposto non è esaustivo: i Geni inclusi, infatti, non sempre accessibili (alcuni si trovano in edifici privati o in luoghi particolari), sono 18, ma le rappresentazioni storiche o contemporanee sono molte di più, poiché fra stampe antiche, raffigurazioni e statue, il mito del “nume tutelare” palermitano accompagna la Città dalla notte dei tempi.

L’itinerario del Genio, con la nascita di un’App che consente a tutti di poterne individuare le principali testimonianze consultando una mappa dei luoghi di Palermo – sottolinea l’assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà – è un modo per far scoprire l’identità profonda del capoluogo siciliano, puntando sulla sua storia e sul patrimonio culturale di un centro storico fra i più belli e ricchi d’Europa. Luoghi che si schiudono al visitatore e rivelano l’anima e il cuore di Palermo attraverso il suo protettore civico, questo Genio che non finisce di stupirci e che da secoli continua a vegliare sulla Città”.

Aprendo l’App, una pagina introduttiva fornisce alcune informazioni sul Genio ed è possibile consultare anche un video che ne racconta l’essenza per immagini. È presente una mappa geolocalizzata con i 18 punti di interesse e cliccando su ciascun punto si apre una finestra che racconta il Genio corrispondente al luogo interessato. Ciascun Genio è, inoltre, accompagnato da una breve descrizione e da una o più immagini dedicate.

Il video è realizzato dal filmmaker Francesco Crispi, musiche di Edmondo Annoni, la voce narrante è di Orio Scaduto. Nel video, coreografie di Marcello Carini (di Ensemble Company 2.0) eseguite dal ballerino Tancredi Smecca. 

Read More

Il MEI tra i vincitori del premio Memorie Migrate

Il MEI Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana tra i vincitori della quinta edizione del premio Memorie Migrate.
Giovedì 4 agosto, alle ore 21 a Castelluccio in Largo S. Nicola in provincia di Potenza, la consegna dei premi e la lettura delle motivazioni.
MEI - Commenda di Pré

Genova, 2 agosto 2022. Il MEI – Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana è stato designato tra i vincitori della quinta edizione del premio MEMORIE MIGRATE, promosso dal Comune di Castelluccio, dalla Pro Loco e dalla Regione Basilicata. La cerimonia della consegna dei premi e la lettura delle motivazioni è in programma a Castelluccio Inferiore in Largo S. Nicola in provincia di Potenza, giovedì 4 agosto, alle ore 21.

Tra i premiati, il giornalista, scrittore e autore televisivo italiano MARCO FERRARI per “Ahi, Sudamerica! Oriundi, tango e fútbol” (Laterza editore, 2021); ALBERTO BALDI per “Emigranti cineasti. Regie di un successo. Basilicata-America, 1900-1950” (Editore Squilibri 2021); il MUSEO NAZIONALE DELL’EMIGRAZIONE ITALIANA DI GENOVA per la valorizzazione del prezioso patrimonio sull’emigrazione; il compositore PAOLO VIVALDI per la colonna sonora della serie TV “La vita promessa” RAI 1 di Ricky Tognazzi; il compositore MIRKO GISONTE per l’attività di ricerca musicale.

Nel corso della serata il sindaco di Castelluccio consegnerà a Pierangelo Campodonico, Amministratore Unico della Fondazione MEI, alcuni reperti originali sull’emigrazione italiana che verranno conservati presso il Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana a Genova.

La cerimonia prevede, oltre alla presenza dei vincitori, due sezioni speciali. Nella sezione Visioni, sarà ricordato Raf Vallone per il cammino della speranza di Pietro Germi, parteciperà Saverio Vallone (figlio dell’artista). Nella sezione Storie senza tempo si parlerà di emigrazione con la scrittrice e sceneggiatrice Mariolina Venezia, i suoi romanzi hanno ispirato, tra l’altro, la serie televisiva di successo Imma Tataranni.

“Sono onorato di questo riconoscimento, commenta Pierangelo Campodonico, il primo ricevuto a pochi mesi dall’apertura del Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana a Genova. Ci auguriamo che, progressivamente, questo gioiello venga sempre di più riconosciuto dalla comunità nazionale, internazionale e da tutte le persone che si occupano di emigrazione. Il MEI, infatti, è il frutto di mesi di lavoro dedicati a un progetto partecipato che ha coinvolto tantissime realtà sia italiane che del resto del mondo, attraverso una forte sinergia con numerose associazioni di italiani diffuse in tutti e cinque i continenti”.

Il Museo

 

Il percorso espositivo, 2800 mq, si sviluppa su 3 piani suddivisi in 16 aree, costruite intorno alle storie di vita dei protagonisti dell’emigrazione: le esperienze dei singoli sono proposte al visitatore attraverso fonti primarie come le autobiografie, i diari, le lettere, le fotografie, i giornali, i canti e le musiche che accompagnavano gli emigranti. Documenti, arrivati da enti, istituzioni statali e locali, archivi, musei, associazioni di emigrati, si fondono in un’unica narrazione, che mostra il fenomeno migratorio nelle sue numerose sfaccettature e articolazioni.

Un museo in movimento, come suggerisce il tema del viaggio. I visitatori lungo il percorso incontrano migranti di epoche diverse – dall’Unità d’Italia ad oggi -, ascoltano le loro storie, testimoni sia della loro povera casa contadina, come dei contesti attuali, e così affrontano il delicato momento della scelta di partire, riflettendo su quanto l’immaginario di nuove terre e nuove opportunità sia stato determinante nella scelta di lasciarsi alle spalle il lavoro, la casa e la famiglia di origine.

I dati sulle partenze, i ritorni, le destinazioni, il lavoro, la salute, l’alimentazione, il razzismo, l’accoglienza, le tante motivazioni diverse per lasciare l’Italia che rappresentano il grande mosaico della migrazione sono restituiti al visitatore attraverso strumenti interattivi e multimediali.

Se il viaggio è il focus dell’esposizione al vicino Galata Museo del Mare, di cui il MEI rappresenta la continuazione e il completamento, al MEI l’attenzione va a quello che si trova dopo il viaggio: la ricerca del lavoro e della casa, imparare una nuova lingua, inserirsi in una società diversa a volte ostile.

Read More

Online il nuovo portale della Biblioteca Comunale degli Intronati di Siena

BDS, la biblioteca digitale sviluppata da GruppoMeta

È online la piattaforma digitale della Biblioteca comunale degli Intronati di Siena: ecco BDS, Biblioteca Digitale Siena.

Migliaia di documenti, tra manoscritti, testi a stampa, periodici, disegni e stampe facenti parte del patrimonio raro, antico e di pregio della Biblioteca sono ora liberamente accessibili e consultabili.

BDS non è soltanto un luogo di pubblicazione delle collezioni digitalizzate, è anche una piattaforma pensata per la condivisione e l’interoperabilità dei dati. Attraverso il protocollo internazionale IIIF (International Image Interoperability Frameworktm) è possibile creare un ambiente digitale condiviso e usufruire di immagini in altissima risoluzione, effettuando annotazioni, zoom profondi e comparazioni tra materiali di collezioni e biblioteche di tutto il mondo che utilizzino il medesimo standard.


BDS, costantemente implementata con nuove acquisizioni, offre inoltre percorsi di approfondimento e una panoramica dei progetti e delle collaborazioni che la Biblioteca sviluppa e cura nell’ambito delle digital humanities con altri enti e istituzioni culturali nazionali e internazionali.
La piattaforma è stata realizzata da GruppoMeta, azienda del Gruppo ETT, impegnata da anni nella progettazione e nello sviluppo di soluzioni digitali per comunicare e valorizzare il patrimonio. La grafica è stata curata da Muttnik, collettivo che si occupa di comunicazione visiva, editoriale e di illustrazione, con particolare attenzione nei confronti delle realtà culturali ed espositive, e da MamaStudiOs, webagency che opera nel settore della tecnologia dell’informazione.


BDS è stata interamente finanziata da Ales-Arte, Lavoro e Servizi S.p.A., la società in house del MiC la cui attività è principalmente rivolta a supportare progetti di conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale italiano.

Il progetto BDS rappresenta il risultato della ventennale attività della Biblioteca in questo settore, grazie alla presenza di un laboratorio di digitalizzazione interno fornito delle più aggiornate attrezzature e al lavoro di personale qualificato, che provvede alla selezione del materiale, alla catalogazione, alla riproduzione, alla metadatazione.

BDS è accessibile dal link https://bds.comune.siena.it/

Read More

Al Giffoni Next Generation 2022 La Divina Commedia in realtà virtuale 3D

Giffoni Valle Piana (Salerno), 21 luglio 2022 – ETT, industria digitale creativa, tra i protagonisti deI Giffoni Next Generation, evento dell’innovazione targato da Giffoni Innovation Hub, nell’ambito del Giffoni Film Festival, che si svolgerà a Giffoni Valle Piana, provincia di Salerno, dal 21 al 30 luglio.

“La Divina Commedia VR non solo un nuovo prodotto cinematografico ma una proposta culturale avanzata che sfida le giovani generazioni”

Giovanni Verreschi, ETT

ETT sarà presente, per tutte le giornate del festival, al Giffoni Village all’interno della Multimedia Valley con uno spazio dedicato nello stand di Giffoni Innovation Hub riservato al VR.  In programma la proiezione del cortometraggio in realtà virtualeLa Divina Commedia VR: l’Inferno, un viaggio immersivo”.  A presentare l’opera, Adele Magnelli, International Project Manager, di ETT.

La Divina Commedia VR: l’Inferno, un viaggio immersivo” – Il cortometraggio, della durata di circa sette minuti, accompagnato dalla voce dell’attore Francesco Pannofino, permette allo spettatore di vestire i panni del Sommo Poeta e di varcare le soglie dell’Inferno per intraprendere il suo viaggio. Integrazione di computer-grafica e riprese cinematografiche in Realtà Virtuale, grazie alle quali è possibile vivere un’esperienza coinvolgente ed immersiva. In particolare, ETT si è occupata interamente della produzione in CGI Animation, con un lungo lavoro di ideazione, progettazione e realizzazione di modelli animati in 3D, partendo da uno storyboard profondamente legato ai versi e alle allegorie della Divina Commedia.

L’opera ripercorre alcuni momenti significativi dell’Inferno evocato da Dante. Strutturato come una virtuosa integrazione di riprese live, post-produzione video, computer-grafica e modellazione/animazione 3D, il primo capitolo della trilogia offre allo spettatore modalità innovative e altamente immersive di fruizione del mondo immaginato all’interno di uno dei capolavori della letteratura e della poesia mondiale, simbolo dell’identità linguistico-culturale del nostro Paese.

Tecnologia e cultura

La grande letteratura e tecnologie avanzate si incontrano, dunque, grazie al concetto di immersione. Accompagnando il fruitore in un’esperienza assimilabile sia alla tradizionale lettura di un buon libro, sia in un transfert dal mondo reale all’immaginario.

Giovanni Verreschi, ad di ETT, commenta: Siamo lieti di partecipare a Giffoni Next Generation. Il progetto La Divina Commedia VR è un’opera cinematografica ma rappresenta soprattutto un utile strumento educativo. Un prodotto realizzato con l’intento di rendere accessibile alle giovani generazioni uno dei massimi capolavori della letteratura universale grazie all’uso delle nuove tecnologie e individuando inedite formule narrative. Crediamo, quindi, lo stand dedicato alla VR da Giffoni Innovation Hub sia il contesto più adeguato per presentare La Divina Commedia VR – conclude Verreschi – un evento che è molto più di un festival cinematografico per la forza dei valori che esprime e per la capacità di ascolto e il suo forte legame con il pubblico dei giovanissimi”.

Il prodotto audiovisivo è stato realizzato con la regia e la sceneggiatura di Federico Basso, Alessandro Parrello ha curato la regia e la sceneggiatura delle riprese live. Inoltre, con colonne sonore originali firmate da Marco Morini, è stata posta particolare attenzione al sound design per arricchire l’esperienza dello spettatore a 360° gradi.

“La Divina Commedia VR: l’Inferno, un viaggio immersivo” è destinata al mercato delle piattaforme VR, dei festival e dell’audiovisivo in generale, alle istituzioni museali e scolastiche, ai canali cinematografici e televisivi.

Read More
DCIM100MEDIADJI_0045.JPG

Bellano: inaugura il nuovo percorso museale della Ca’ del Diavol

Inaugura il nuovo percorso museale che vede protagonista la Cà del Diavol, l’enigmatica torre all’ingresso dell’Orrido, al confine tra magia e leggenda, sviluppato su tre piani ed pensato per condurre il visitatore attraverso la storia e le origini del territorio bellanese, con la guida di exhibit multimediali realizzati da ETT, società del Gruppo Scai, per il Comune di Bellano.

È una grande soddisfazione aver raggiunto questo traguardo – commenta il sindaco Antonio RusconiLa Ca’ del Diavol presentava danni seri anche strutturali e gli interventi sono stati particolarmente complessi. Basta pensare che tutte le opere di rinforzo sono state eseguite dall’interno per salvaguardare gli intonaci esterni affrescati. Ora possiamo offrire ai visitatori la possibilità di ammirare un edificio ricco di fascino, che al suo interno propone un mix di storia e tecnologia”.

I tre piani

A piano terra, accolto dal video di benvenuto della figura storica di Sigismondo Boldoni, storico bellanese, il visitatore viene invitato alla scoperta dell’Orrido e del territorio e a proseguire la visita dei piani superiori. Sui 4 schermi posti ai lati della sala, il visitatore si “immerge” alla scoperta del territorio bellanese attraverso video sonori, immagini e informazioni sulla sua conformazione, sullo sfruttamento delle acque e sull’evoluzione dell’Orrido. Al secondo piano è nuovamente la voce di Sigismondo Boldoni che racconta la leggenda della Pesa Vegia: rievocazione storica in costume che si celebra ogni inverno e che riporta all’epoca della dominazione spagnola. Passando al terzo piano, il visitatore accede alla pedana immersiva dove può provare l’esperienza in VR dell’Orrido e del territorio. 

Ci troviamo in un luogo ricco di suggestioni, tradizioni e leggende che si intrecciano indissolubilmente alle peculiarità paesaggistiche del territorio. La sfida per noi di ETT, infatti, è stata quella di racchiudere e valorizzare tutti questi elementi – ha dichiarato Giovanni Verreschi ad di ETT Spa Gruppo SCAI – in un percorso interattivo che potesse essere avvincente e coinvolgente per il visitatore. L’utilizzo della tecnologia VR, inoltre, si innesta in un percorso di visita unico nel suo genere, rendendo l’esperienza dell’Orrido e del territorio circostante non soltanto accessibile a chiunque, ma anche impattante dal punto di vista emozionale ed educativo”.

 

La visita al Museo

Con un investimento totale di circa 900mila euro, finanziato con fondi propri del Comune di Bellano, con i contributi ottenuti con la strategia nazionale Aree Interne di Regione Lombardia, da Fondazione Cariplo e dalla Comunità Montana Valsassina, Valvarrone, Val d’Esino e Riviera l’intervento renderà la Cà del diavol fruibile ai visitatori a partire da martedì 12 luglio. L’ingresso sarà a numero chiuso – 8 persone ogni 15 minuti – e sarà, pertanto, vivamente consigliata la prenotazione. Ci si può registrare on-line attraverso il sito www.midaticket.it o direttamente alla biglietteria dell’Orrido. Il biglietto di ingresso, comprensivo di accesso all’Orrido, è di 15 euro intero, 10 euro ridotto, e 5 euro per i bellanesi.

Guarda qui, al minuto 17.07, il servizio andato in onda sul Tgr Rai Lombardia.

Read More

Space13: oltre 1500 persone coinvolte in un anno

Il bilancio dell’Innovation lab di Legnago e della rete delle 13 Palestre digitali: realizzati 11 incontri informativi su open data, stampa 3D e realtà aumentata, 3 hackathon e 41 laboratori per sviluppare webapp utili al territorio e sensibilizzare la cittadinanza sulla digital transformation. In attivazione un nuovo centro e un servizio mobile di facilitazione digitale

Undici incontri informativi per avvicinare bambini e adulti a informatica, robot educativi, open data, realtà virtuale aumentata, stampa 3D, sicurezza dei dati e intelligenza artificiale. 

Tre hackathon in cui studenti ed esperti hanno sviluppato insieme servizi innovativi per migliorare la vita delle persone con disabilità oppure per valorizzare il patrimonio del Fondo Paviani o, ancora, per rispondere ai nuovi bisogni delle famiglie. 

Tredici laboratori di digitalizzazione per capire meglio come la tecnologia e l’informatizzazione possono essere utili al territorio in cui sono state co-progettate 26 webapp utili per il territorio e 28 laboratori di animazione per sensibilizzare la cittadinanza sulla digital transformation. 

Sono alcuni dei numeri nel bilancio del primo anno di Space13, l’Innovation Lab con la sua rete di 13 Palestre digitali realizzato dai Comuni di Legnago, Castagnaro, Isola della Scala, Minerbe, Villa Bartolomea, Isola Rizza, San Pietro di Morubio, Angiari, Bovolone, Cerea, Terrazzo e Roverchiara, grazie al finanziamento della Regione Veneto nell’ambito dell’Agenda Digitale.

La mission e le attività

Avviato a giugno 2021 presso l’Edificio 13 di Legnago, in cui è stato aperto anche un coworking a disposizione di startup, PMI, associazioni non profit ed enti locali, Space13 ha avuto l’obiettivo di diffondere le competenze digitali tra la popolazione e creare innovazione, facendo dialogare cittadini, scuole, associazioni, imprese e pubblica amministrazione. 

Nella sala conferenza e nel laboratorio di Space13, così come all’interno delle Palestre digitali “Centri P3@” allestite in collaborazione con le amministrazioni comunali e gli istituti scolastici, nel corso dell’anno hanno preso vita attività di vario tipo che hanno coinvolto oltre 1.500 persone: focus group, seminari, percorsi dedicati allo smart working o per la co-progettazione e lo sviluppo di 26 web app e infografiche, a cui hanno partecipato anche insegnanti e studenti dell’istituto “G. Silva – M. Ricci” di Legnago, del liceo “Giovanni Cotta” di Legnago e dell’istituto “Leonardo da Vinci” di Cerea. Intensa la comunicazione online sul sito e sui canali social di Space13, che ha permesso di raggiungere una platea ancora più ampia attraverso lo streaming degli eventi, la diffusione di video e la pubblicazione di 240 post.

Le attività di Space13 andranno avanti insieme alla rete degli Innovation Lab del Veneto, strumento ormai essenziale nelle strategie delineate dall’Agenda Digitale. La Regione del Veneto, che può già contare su 151 centri di facilitazione digitale su tutto il territorio, conta di aprirne altri 99 entro il 2024: i centri forniranno servizi di assistenza digitale ed erogheranno corsi di formazione. In particolare, nella pianura veronese le nuove progettualità saranno impostate al fine di dare continuità alle attività dell’Innovation lab di Legnago e delle 13 Palestre digitali già attive, nonché per creare un nuovo centro e un servizio mobile di facilitazione digitale. L’obiettivo, per il 2025, è raggiungere 12mila persone, per ridurre il digital divide e diffondere il pieno utilizzo delle tecnologie digitali di base.

Read More

L’allestimento multimediale del Castello cinquecentesco a Santa Margherita Ligure

Inaugurazione del Castello cinquecentesco presso il Museo del Mare di Santa Margherita Ligure

È il quinto spazio museale inaugurato a Santa Margherita Ligure in sei anni. Dopo l’istituzione del Civico Museo del Mare, la creazione della Sala Meistri e Mesté, il museo multimediale dedicato a Camillo Sbarbaro, l’esposizione della Collezione Costantini, Santa Margherita Ligure ha una nuova freccia nella sua offerta culturale: il Castello cinquecentesco, all’interno del quale sono stati allestiti nuovi spazi multimediali. 

Si tratta di postazioni interattive che raccontano la storia marinara di Santa Margherita Ligure e i tesori dei nostri fondali.

Il visitatore è accolto da quattro quadri parlanti che raffigurano altrettanti personaggi importanti per la storia cittadina: Guglielmo Marconi, V.G. Rossi, il pirata Dragut e la nobile Giulia Centurione Scotto; nella stessa sala in due distinte postazioni viene raccontata la storia del Castello e l’itinerario del Museo diffuso del Mare. Al piano seminterrato trovano spazio esperienze sensoriali, video con la narrazione dei tesori subacquei e alcuni reperti.

Gli allestimenti multimediali di ETT presso il castello cinquecentesco di Santa Margherita Ligure
Due dei 4 quadri parlanti del Museo del Case presso il Castello cinquecentesco di Santa Margherita Ligure

ETT, in quanto industria digitale e creativa internazionale e leader nell’ambito della trasformazione digitale, nella progettazione di tecnologie e nello storytelling a servizio di turismo, cultura e musei, ha curato l’allestimento del Castello cinquecentesco.

Il Comune di Santa Margherita Ligure e dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Genova e la provincia della Spezia – sezione Nucleo di Archeologia Subacquea, con la collaborazione dell’Area Marina Protetta di Portofino e la Società Progetto Santa Margherita hanno proposto e finanziato il progetto. Fondamentale per le ricerche e la realizzazione del materiale la Responsabile dei Servizi Bibliotecari del Comune di Santa Margherita Ligure Marina Marchetti.

«Siamo lieti che finalmente la storia di mare di Santa Margherita Ligure abbia un luogo dove poter essere raccontata in maniera coinvolgente ed esperienziale – dichiarano il Sindaco di Santa Margherita Ligure Paolo Donadoni e l’Assessore alla Scuola e a Villa Durazzo Beatrice Tassara – La storia del Castello cinquecentesco ha finalmente una sua identità legata alla storia della città e alla sua vocazione marinara. Ringraziamo tutti quelli che hanno lavorato a questo progetto, un impegno corale svolto con professionalità e passione».

«L’apertura del Castello e la prossima apertura dell’acceso pedonale dal mare a Villa Durazzo rientrano nel percorso di valorizzazione culturale di Santa Margherita Ligure. Il nuovo allestimento multimediale del Castello aggiunge un ulteriore tassello all’offerta del Museo del Mare cittadino» dichiara Alberto Cappato, Amministratore Unico della Progetto Santa Margherita.

Cristina Bartolini, Soprintendente ABAP per la Città metropolitana di Genova e la provincia di La Spezia: «L’impegno della Soprintendenza a fianco del Comune per la tutele e la valorizzazione del patrimonio culturale di Santa Margherita Ligure è stato, e sarà nel prossimo futuro, un importante capitolo dell’attività del nostro Ministero in Liguria; il nuovo allestimento del Museo del Mare si inserisce perfettamente in questa visione programmatica e costituisce un’innovativa ‘immersione’ nella storia della città e del suo mare».

L'esterno del castello cinquecentesco di Santa Margherita Ligure

Simon Luca Trigona, Coordinatore del Servizio Tecnico per l’archeologia subacquea, Soprintendenza ABAP per la Città metropolitana di Genova e la provincia di La Spezia: «La subacquea in Liguria è una risorsa strategica così come l’archeologia subacquea per la nostra Soprintendenza. I nuovi relitti scoperti nelle splendide acque dell’Area Marina Protetta di Portofino, oltre a rappresentare una testimonianza archeologica eccezionale, costituiscono una risorsa importante, che questa nuova preziosa realtà museale vuole promuovere e far conoscere al pubblico per meglio contribuire anche alla loro tutela».

«Grazie a questo nuovo percorso museale, i numerosi ospiti che già apprezzano le bellezze di Santa Margherita Ligure avranno la possibilità di entrare in contatto con aspetti storici e ambientali attraverso un’angolatura diversa, con il tramite della tecnologia e della gamification – dichiara l’Amministratore Delegato di ETT, Giovanni Verreschi – ETT ha progettato appositamente per il Museo del Mare alcune soluzioni multimediali che valorizzano il nuovo sito espositivo, la sua storia e quella della città e attirano anche il pubblico più giovane, attraverso la chiave dello stupore e della curiosità».

È possibile visitare il Castello cinquecentesco tutti i giorni da martedì a domenica dalle 17:00 alle 19:00. Il costo del biglietto d’ingresso sarà di 3 euro (2 euro ridotto) mentre i residenti di Santa Margherita Ligure e gli Under 14 entreranno gratuitamente.

Read More

EIT Culture & Creativity: anche ETT nel consorzio che guiderà la Community della Conoscenza e dell’Innovazione per l’Istituto Europeo di Innovazione e Tecnologia

L’Istituto Europeo di Innovazione e Tecnologia (EIT) ha selezionato il consorzio ICE per gestire la sua EIT Culture & Creativity, la comunità della conoscenza e dell’innovazione che va ad unirsi alle otto già esistenti impegnate nell’affrontare urgenti sfide sociali: clima, digitale, energia, salute, materie prime, cibo, manifattura, mobilità urbana. Le operazioni saranno avviate nel 2023, con la missione di aumentare la competitività del settore culturale europeo, rafforzando il ruolo delle Industrie Creative come motori di prosperità in Europa.

ICE-Innovation by Creative Economy, di cui ETT è uno dei Lead Partner, è stato selezionato tra cinque consorzi in un processo conclusosi il 22 giugno a Budapest. Sulla base del motto “Created in Europe“, il consorzio ICE riunisce una serie di realtà di primaria importanza fra università, istituti di ricerca, aziende, investitori e associazioni da 20 nazioni europee. La Community riceverà un sostegno di oltre 150 milioni di euro, pianificato in due periodi da sette anni ciascuno, con una sovvenzione iniziale fino a 6 milioni per garantire la piena operatività in tempi brevi.

La cultura non è solo il nostro linguaggio comune, è anche un ecosistema innovativo. La nuova EIT Culture & Creativity Innovation Community sfrutterà la ricchezza unica della diversità europea per garantire che le realtà creative siano radicate nell’ecosistema europeo dell’innovazione. Non vedo l’ora di osservare la crescita degli innovatori e delle start-up di questo settore nell’ambito dell’approccio innovativo dell’EIT, che ha avuto un impatto significativo sulla vita degli europei nello scorso decennio” afferma Mariya Gabriel, Commissario Europeo per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e la gioventù.

Tra gli obiettivi del consorzio ICE:

  • superare i confini didattici nei settori e nelle industrie culturali e creative (CCSI), promuovendo percorsi di formazione tecnologica all’avanguardia come abilità intersettoriale
  • trasformare le imprese CCSI attraverso il supporto all’innovazione, schemi d’incubazione, nuovi investimenti e finanziamenti filantropici
  • integrare l’impatto e il valore dei CCSI, in particolare della cultura e del patrimonio, come fattore abilitante per la rigenerazione economica e la coesione sociale
  • approfondire il riconoscimento e la conoscenza dei contributi unici di CCSI alla ricerca e all’innovazione sulla base di nuovi metodi basati sui dati.

L’Istituto europeo di innovazione e tecnologia (EIT) rafforza la capacità dell’Europa di innovare alimentando soluzioni per pressanti sfide globali e alimentando il talento imprenditoriale per creare crescita sostenibile e posti di lavoro qualificati in Europa. L’EIT è un organismo dell’UE e parte integrante di Horizon Europe, il programma quadro dell’UE per la ricerca e l’innovazione. L’Istituto sostiene partenariati paneuropei dinamici, comunità della conoscenza e dell’innovazione dell’EIT composte da aziende leader, laboratori di ricerca e università ciascuno dedicato a risolvere una sfida globale urgente, dal cambiamento climatico alla salute, alle energie rinnovabili.

Read More

Vietato non toccare: apre il MU-CH, innovativo Museo della Chimica

A Settimo Torinese, negli spazi dell’ex fabbrica di vernici Siva – in cui Primo Levi, l’autore di Se questo è un uomo, operò come chimico dal 1947 al 1975 – arriva il MU-CH | Museo della Chimica, il primo Museo italiano interattivo dedicato alla chimica, che si presta alla didattica per bambini e adolescenti e che arricchisce il suo percorso con sezioni e attività anche per gli adulti e le famiglie.

Il MU-CH, un’idea del Comune di Settimo Torinese e Fondazione ECM, progettato dal Gruppo Pleiadi, realizzato da ETT, e finanziato dal Piano nazionale per la riqualificazione sociale e culturale delle aree urbane, è il primo museo d’Europa a proporre un percorso interattivo dedicato alla chimica. La struttura nasce dalla volontà di creare un luogo che sia d’incontro e di scoperta, in cui grandi e piccini possano fare un’esperienza immersiva e coinvolgente nel mondo della scienza.

Gli obiettivi del MU-CH sono stupire, insegnare, divertire ed entusiasmare, in un museo che fa propria la missione di divulgare la scienza con metodi e approcci innovativi. Il senso di questo progetto è contenuto già all’interno del nome stesso, MU-CH, che oltre a rappresentare le iniziali di “Museo” e “Chimica”, richiama l’inglese “much”, ovvero ciò che il museo vuole dare ai suoi visitatori: molto – divertimento, educazione, creatività, coinvolgimento, interattività.

Il Museo della Chimica è pensato in primo luogo per bambini e bambine dai 4 ai 13 anni, per tale ragione è un museo dinamico, in cui i visitatori potranno concretamente fare esperimenti chimici e mettersi in gioco in prima persona. La struttura, però, ospita anche degli spazi – come la sala lettura – che vogliono diventare un punto di riferimento per la comunità scientifica del territorio. Il museo è attrezzato, grazie a dei percorsi con degli explainer (guide), per l’accoglienza di scolaresche e famiglie, ma sarà anche visitabile in autonomia, per chi lo desidererà.

Scopri di più sul sito ufficiale

 

Read More

Apre al pubblico, con ETT, la mostra “Leonardo: il dono della vigna”

Inaugura oggi a Vinci la mostra Leonardo: il dono della vigna. Quattro installazioni multimediali realizzate da ETT indagano il rapporto tra il Genio e il vino.

Scienziato, artista, autore, matematico: A Vinci tutto parla di Leonardo. Il dono della vigna accompagna alla scoperta del suo lato più personale, quello della passione per il vino e il benessere della tavola. La mostra parte dal territorio di Vinci, dove il Maestro aveva trascorso infanzia e adolescenza, partecipando alla vendemmia e vivendo in prima persona la quotidianità della produzione, per poi approfondire la conoscenza di vitigni e vini presenti in epoca Rinascimentale. Nelle mura del borgo di Vinci, un’esposizione permanente in una galleria che nell’Ottocento ospitava un museo del vino, per Leonardo scoperta quotidiana, materia creativa e stimolo per nuove scoperte.

L’esposizione occupa la galleria al piano terra della mostra Leonardo Wine Genius, in un fabbricato storico in via Montalbano 2, già museo di proprietà di Caviro. Varcato il portale, dopo la biglietteria, il visitatore è immerso in uno spazio cadenzato da arcate, suddiviso in 5 sezioni a loro volta intramezzate da 4 exhibit multimediali, a cura di ETT. Il progetto allestitivo è dell’Arch. Francesca Rapisarda.

Le postazioni interattive

Sono presenti in mostra: un’installazione sonora riproducente il suono delle pagine in movimento con letture ad alta voce di frammenti del taccuino di Leonardo, una proiezione sagomata a pavimento del territorio attivata da un sensore di prossimità, un’animazione della lettera al fattore di Fiesole di Leonardo con le sue osservazioni metodologiche e le tecniche di vinificazione. Punto centrale del percorso la proiezione della tavola imbandita quattrocentesca