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Scopri Ferrara

Scopri Ferrara: la nuova app del Comune di Ferrara progettata per offrire un itinerario multimediale di valorizzazione della città

Percorsi di scoperta attraverso luoghi d’arte, storici, religiosi, fra ville, parchi, architetture del territorio ferrarese da scoprire grazie a differenti percorsi ideati dal Laboratorio Aperto – Ex Teatro Verdi, per valorizzare il patrimonio culturale e ambientale della città grazie all’impiego della tecnologia.

Venerdì 21 gennaio è la data in cui nasce ufficialmente Scopri Ferrara, l’innovativa applicazione per dispositivi mobili del Comune di Ferrara, ideata e progettata nell’ambito delle attività del Laboratorio Aperto – Ex Teatro Verdi nel settore della trasformazione digitale applicata a cultura, creatività e spettacolo.

Il Laboratorio, infatti, presenta quello che si preannuncia come uno dei prodotti principali con cui Ferrara sceglie di ripartire dalla cultura, dal turismo consapevole e smart, dall’innovazione digitale, dando un segnale strategico circa le aree di sviluppo dove è possibile implementare la creatività condivisa.

L’app Scopri Ferrara, per la quale è previsto il download gratuito tramite gli store dedicati, arricchisce l’offerta di supporti tecnologici a disposizione della città e si presenta come uno strumento dinamico e interattivo, capace di unire curiosità, stimolo a visitare i luoghi culturali e approfondimento consapevole. Quattro percorsi attraverso alcuni fondamentali snodi turistici collocati nel Centro Storico, fruibili sia in bici che a piedi, in grado di guidare il visitatore alla scoperta del patrimonio artistico-culturale che definisce l’identità storica di Ferrara e della sua comunità, con un focus particolare sui luoghi legati al regista Michelangelo Antonioni.

Dopo un lavoro di mappatura e ricerca, le opere e i luoghi inseriti all’interno dell’applicazione sono stati valorizzati con contenuti multimediali: testi e audio descrittivi in doppia lingua (italiano e inglese), corredo iconografico, immagini panoramiche a 360° (che permettono un contatto immersivo e coinvolgente con i Punti di Interesse), video inediti, contenuti avanzati inquadrati in un’operazione di edutainment (apprendere divertendosi) non solo funzionano da attrattori e aggregatori di conoscenze per il visitatore o il cittadino che intende esplorare le bellezze di Ferrara, ma si presentano anche come dispositivi capaci di potenziare il carattere innovativo dell’esperienza in città.

 

A questi contenuti si aggiungono fotografie d’epoca o di spessore documentale provenienti dall’Archivio Storico di Ferrara, recuperate e inserite nella galleria visiva dei singoli Punti di Interesse, come ulteriori tasselli del patrimonio storico di cui è dotata la città.

Sviluppata da ETT S.p.A., industria digitale che co-gestisce la realizzazione delle attività nel Laboratorio Aperto di Ferrara insieme ai partner Fondazione Giacomo Brodolini, MBS s.r.l. e CIDAS, Scopri Ferrara è un’app che accompagna cittadini e visitatori in un viaggio a stretto contatto con la meraviglia dei luoghi, ma anche un “oggetto multimediale” che raccoglie suggestioni spesso poco visibili ereditate da altre epoche, suggestioni non immediatamente accessibili al grande pubblico: frammenti, istantanee 

provenienti dal passato che ricostruiscono i tratti, le forme e le figure dell’aspetto storico-urbanistico nella sua evoluzione temporale. Scopri Ferrara evidenzia, ancora una volta, il ruolo strategico del digitale applicato alla cultura in un momento segnato dalla necessità di trovare un nuovo approccio ai processi tradizionali di produzione creativa.

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Un percorso multimediale per Benedetto XV

Genova celebra Benedetto XV, un Papa genovese per la pace.
 
In occasione del centenario della morte del papa genovese Benedetto XV (21/11/1854 – 22/1/1922) che si distinse per il suo impegno a favore della pace, la città ricorda questo anniversario con un programma tra visite, incontri e musica.
 
Nella sacrestia della Basilica delle Vigne (luogo di battesimo del pontefice) dal 22 al 30 gennaio sarà visitabile un percorso espositivo dedicato, al cui interno si potranno ammirare alcuni doni fatti dal Papa alla sua città natale e un touchscreen con contenuti multimediali per approfondire la sua personalità, la sua vita e il suo ruolo durante il primo conflitto mondiale.

La realizzazione multimediale del percorso è firmata ETT SpA; tra i testi del touchscreen, la sezione Il Papa e la Guerra è stata curata da Antonio Petruzzella, Content Manager di ETT. 

L’iniziativa Benedetto XV, un Papa genovese per la pace si aprirà quindi sabato 22 gennaio alle 17.30 con la celebrazione della messa in basilica

Sempre sabato, alle 18.15 verrà inaugurata la postazione digitale e l’esposizione delle opere donate dal papa, che saranno visibili fino a domenica 30 gennaio con orario 9/19.

Il touchscreen si articola in tre sezioni tematiche. La biografia, racconta le tappe più significative della vita di Benedetto XV (al secolo Giacomo Della Chiesa) con speciali approfondimenti sui suoi ritratti e sui luoghi genovesi legati alla sua figura. Una sezione è dedicata al ruolo di Benedetto XV durante il primo conflitto mondiale, che egli definì l’inutile strage. La posizione di promotore di pace di questo papa emerge con forza dai testi, dalle foto storiche, dalle citazioni estratte dalle sue encicliche e dai suoi scritti. Infine, un focus sui paramenti sacri con ritratti di Benedetto XV in vesti pontificie, oltre a fotografie di dettaglio delle preziose vesti, che indicano nomenclatura, tradizioni, usanze e simbologia degli abiti pontifici.

La sacrestia delle Vigne ospiterà anche un’esposizione temporanea di alcuni preziosi oggetti già conservati in Basilica e donati da papa Benedetto XV alla sua città. Tra questi, antichi testi come il Graduale miniato da un artista genovese nell’ultimo decennio del secolo XV e un Antifonario, anch’esso decorato da un artista genovese dello stesso periodo.

 

Ingresso libero e gratuito fino a esaurimento posti. Obbligo di super green pass e mascherina FFP2.

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ICON esalta il Tempio del Brunello

Interno di Tempio del Brunello a Montalcino

ICON, rivista mensile italiana dedicata a moda, tendenze, stili di vita e motori, edita da Arnoldo Mondadori Editore, ha esaltato le experience di Tempio nel Brunello pubblicando un articolo a firma di Penelope Vaglini.

Tre i musei esperienziali del vino tra Italia e Francia scelti e accostati per il loro impegno verso il territorio e la valorizzazione dei suoi migliori prodotti enologici, tra questi anche Tempio del Brunello presso Montalcino.

Ogni goccia di vino racconta la propria storia in modo personale e sempre differente, poiché sono molteplici i fattori che ne influenzano il gusto. […]  Per raccontare tutte le sfumature che hanno reso grande il vino attraverso i secoli, sono nati dei musei interattivi che, grazie alla tecnologia e ai dispositivi smart, sono in grado di immergere i visitatori in un incredibile universo liquido.

 Per l’articolo completo: 3 musei esperienziali del vino da visitare tra Italia e Francia

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Apre a Firenze Opera… Your Preview

Gli interni del nuovo punto Opera... Your preview a Firenze
Opera Laboratori ha inaugurato a Firenze, nella centralissima via Por Santa Maria, “Opera Your Preview”: un nuovo spazio della cultura e dell’ospitalità, unico nel suo genere, a due passi da Ponte Vecchio.
 
Appena varcata la soglia di questo nuovo luogo, grazie alle immagini ad alta definizione delle opere d’arte e dei monumenti proiettate alle pareti attraverso impianti multimediali di alta tecnologia, il turista riceve un’anteprima di quelle che saranno le proprie vacanze o gite future.
In quanto luogo dedicato al turismo, è possibile acquistare in prevendita, ma al prezzo reale, i biglietti ufficiali degli oltre 45 siti museali curati da Opera Laboratori, in città, ma anche in altri siti. 
Grazie all’impiego di supporti digitali e tramite QR code, sarà possibile reperire tutte le informazioni necessarie a organizzare le proprie visite.
 
Il progetto architettonico dello spazio è stato curato dallo studio Magni&Guicciardini, e realizzato da Opera Laboratori. Il progetto del brand, dell’immagine coordinata, dell’arredo visivo, oltre che dei contenuti digitali è stato sviluppato da Senzafiltro Comunicazione. Il sistema multimediale è stato, invece, fornito da ETT
 
Opera Your Preview, lo store Opera Laboratori

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ETT realizza “21-21”, il Secolo breve

Cultura, presentato il progetto “21-21”- millenovecentoventuno: una porta per il XX secolo, video in proiezione nelle piazze della Liguria, realizzato da ETT. Ilaria Cavo: suggestione che diventa riflessione in questo 2021

GENOVA. Dal teatro al cinema, dall’architettura/design all’arte, dalla filosofia alla musica. Sono tanti gli stimoli, gli eventi, le svolte che il 1921 ci propone tanto da apparirci una sorta di portale di avvio a ciò che conta e che perdura nel XX secolo. Parte da questa suggestione il progetto “21-21” ideato e realizzato dall’assessorato alla Cultura di Regione Liguria e dal Teatro Nazionale di Genova e presentato oggi in sala della Trasparenza.

“Millenovecentoventuno, la porta del XX Secolo”, è una produzione video con le voci narranti dell’attrice e direttrice della Scuola di Recitazione del Teatro Nazionale di Genova Elisabetta Pozzi e del Direttore del Teatro Nazionale di Genova Davide Livermore. Si tratta di una colonna sonora visiva, un filmato che si può fruire esattamente come i giochi di luce, con suggestioni da sottoporre a chi transita nelle piazze liguri in cui verrà proposto. Il video è stato realizzato da ETT e offre immagini, musiche, memorie, brevi filmati di quello che nel 1921 accade in vari ambiti: in quell’anno un’opera teatrale, “Sei personaggi in cerca d’autore” di Pirandello, sconvolse le regole del teatro di prosa; in quell’anno vennero pubblicati due capisaldi della filosofia mondiale e base del pensiero moderno come ‘Tractatus logico-philosophicus di Ludwig Wittgenstein e “Psicologia delle masse e analisi dell’io” di Sigmund Freud; nell’architettura e nel design Theo Van Doesburg annunciò la contaminazione del proprio stile con il nascente Bauhaus; a Natale 1921 Puccini ricevette la prima stesura del libretto di Turandot; nell’arte nove capolavori artistici realizzati da Picasso, Kandinskij, Mirò, Brach, Grosz diventarono punto di riferimento e di svolta dell’arte astratta e cubista; sempre nel 1921 nel cinema Charlie Chaplin creò uno dei suoi capolavori, “Il Monello”.

“Ieri abbiamo visto la magia dell’illuminazione dei nuovi giochi di luce nelle vie di Genova – dichiara l’assessore alla cultura Ilaria Cavo – con lo stesso obiettivo, quello di arricchire di immagini e suoni il passaggio in alcune piazze liguri, il video verrà proiettato come colonna sonora fornendo spunti di riflessione. Il progetto nasce da un’intuizione, una chiacchierata nella quale continuavano ad emergere coincidenze fatti memorabili avvenuti esattamente un secolo fa in tutti i campi dall’arte alla scienza che aprivano una riflessione sul reale inizio del secolo scorso. Il Teatro Nazionale da subito ha condiviso questa idea ed è nata questa produzione. Ne è uscito un video che non ha alcuna pretesa storica, ma semmai artistica e culturale. Per una visione più compiuta, statica e meditata, lo abbiamo donato alle scuole che potranno, nella loro autonomia, decidere come fruirne”.

Il video sarà proiettato su una struttura mobile senza assembramenti come filmato che scorre a ripetizione a partire da oggi, 21 dicembre, a Sarzana in piazza Garibaldi dalle 17 alle 19. Ecco, con i medesimi orari, le altre tappe:

22 dicembre Chiavari (GE) – Piazza Matteotti
24 dicembre La Spezia – Piazza Verdi
27 dicembre Loano (SV) – Piazza Italia
28 dicembre Rapallo (GE) – Piazzetta G. Da Vico
29 dicembre Genova – Piazza De Ferrari
30 dicembre Savona – Piazza Del Brandale

Per una visione compiuta e condivisa le scuole liguri, grazie alla collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale, lo hanno a disposizione da venerdì scorso. Il progetto è stato realizzato con il prezioso contributo della Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione Carige, Fondazione Carispezia, Fondazione Agostino Demari.

“Volge al termine l’anno 2021, segnato da molti eventi, scoperte, fatti culturali la cui portata reale si capirà certo meglio nei decenni a venire – sottolinea Davide Livermore direttore del Teatro Nazionale di Genova – Regione e Teatro nazionale propongono una riflessione, uno sguardo all’indietro ad un secolo fa all’anno 1921. Fu un anno ricco di stimoli, eventi, svolte tali da apparirci il vero inizio del ventesimo secolo. Quante immagini, concetti, musica, cinema, innovazione, quanti concetti si sono espressi nel 1921. E il 2021 sarà anche questo un anno di svolta? Quando faremo un vero bilancio non sarà che ci accorgeremo che solo con il 2021 è iniziato il terzo millennio?”

“Per prima cosa – spiega la prof. Margherita Rubino coideatrice del progetto- io pensavo al teatro, ai Sei Personaggi, alla consegna del libretto di Turandot a Puccini. Ma nel 1921, nel giro di pochi mesi, erano nati i tre partiti che determinano il Novecento, e allora è stata una specie di gioco, durante il quale si scopriva che il più grande filosofo del secolo, Wittgenstein, aveva pubblicato il suo unico trattato, che erano stati dipinti una quindicina di quadri di Picasso, Kandinskji, Braque, Grosz, pareva impossibile. Veniva imposto lo stile Bauhaus, Petrolini musicava Gastone, imitato poi da tutti per decenni. Le coincidenze tra fatti epocali sembravano non finire mai, ci fu perfino la consegna del Nobel ad Einstein in quell’anno. Così, prima abbiamo composto una sorta di puzzle, con gli amici del Nazionale, per musica e politica Alessandra Balestra, per cinema e Filosofia Giulia Sanguineti. Ci siamo presi qualche licenza. Alcune musiche non solo del 1921, ma in quell’anno sono state rieditate. Poi è intervenuto Davide Livermore a dare un senso all’insieme e inquadrarlo nel dubbio, nella riflessione, nella grande domanda: se quello che cambia e determina il secolo è avvenuto nel 1921, quell’anno non sarà da considerare la svolta, ma anche il vero avvio del XX secolo”.

“È un insieme di spunti che le scuole potranno, se vorranno, utilizzare – sottolinea Ettore Acerra Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale – ringrazio dunque coloro che hanno voluto donarci questo video che non vuole avere la pretesa di interpretazioni storico-culturali. È semmai materiale che stimola il dibattito, stimola a riflettere sulla creatività che ha caratterizzato tutto il secolo scorso e speriamo caratterizzerà anche quello in corso”.

Il video è visibile a questo link:
https://youtu.be/NquLnw9fB9o

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ETT presenta il Virtual Tour del Museo Alla Scala

Fotogramma di una sala del Virtual Tour del Museo Teatrale alla Scala

 

Il Virtual tour, disponibile in italiano, inglese e francese, riproduce tutte le 8 sale del Museo Teatrale alla Scala, il Palco Centrale e il Foyer, con approfondimenti testuali, audio visual delle sale e opere più importanti (più di 80 POI). Il visitatore potrà cliccare sui tag e approfondire il bene culturale selezionato.


L’obiettivo di ETT è stato quello di favorire la visita virtuale del Museo e la fruizione dei contenuti da remoto. Il progetto è stato sviluppato in quattro fasi ed è vincolato all’utilizzo della tecnologia Matterport, sistema software basato su framework prestabilito. Inoltre, sono state customizzate le icone, con grafiche diverse a seconda del contenuto.

Scaloni del Museo teatrale alla Scala riprodotti nel Virtual Tour
sala descritta da Virtual Tour del Museo Teatrale Alla Scala

Le opere selezionate:
1. V. Gemito, busto in bronzo di G. Verdi
2. Baschenis Strumenti musicali
3. M. Knoller, ritratto di Giuseppe Piermarini
4. E. V. Lebrun, ritratto di Giovanni Paisiello
5. Spinetta Honofrio Guaracino
6. A. Monticelli, bozzetto per il II sipario della Scala
7. Vetrina con strumenti musicali
8. A. D. Chaudet, bronzetto di Wolfgang Amadeus Mozart
9. Ritratto di David Garrick
10. Vetrine a muro con rare e preziose porcellane
11. Vetrina centrale
12. Sala dell’Esedra
13. H. Schmidt, ritratto di Isabella Angela Colbran
14. G. Serangeli, ritratto di Giuditta Pasta
15. Le dive del Belcanto
16. L. Pedrazzi, ritratto di Maria Malibran
17. Pianoforte Steinway & Sons appartenuto a Franz Liszt
18. A. Canova, Busto di Nicola Tacchinardi
19. Ritratto di Domenico Barbaja
20. F. Millet, ritratto di Vincenzo Bellini
21. F. Quaglia, miniatura di Giuseppina Grassini
22. V. Camuccini, ritratto di Gioachino Rossini
23. Champmartin, ritratto di Fanny Elssler
24. Ritratto di Alessandro Sanquirico
25. Abbondio Sangiorgio busto di Maria Malibran
26. A. Inganni, La facciata del Teatro alla Scala nel 1852
27. A. Scalese, ritratto di Giuseppe Verdi
28. Giuseppe Verdi
29. Ritratto di Bartolomeo Merelli
30. Ritratto di Giuseppina Strepponi
31. A. Appiani ritratto di Paolo Landriani
32. O. Silvestri ritratto di Alessandro Rolla
33. L. Rossi, ritratto di Nicolò Paganini
34. Ritratto di Giulia Grisi
35. Ritratto di Marietta Brambilla
36. G. Gariboldi, ritratto di Teresa Stolz
37. A. Anelli, Fortepiano appartenuto a Giuseppe Verdi
38. Luigi Riccardi: ritratto di Gioachino Rossini
39. Giovanni Pierpaoli: ritratto di Gioachino Rossini

40. Spadino da parata appartenuto a Napoleone Bonaparte
41. C. V. Brjullow, ritratto di Giuditta Pasta
42. G. Gariboldi ritratto di Adelina Patti
43. C. Marochetti, busto di Gioacchino Rossini
44. A. Dietrich busto di Ludwig Van Beethoven
45. L. V. Gedon busto di Richard Wagner
46. Ritratto di Maria Teresa Agnesi
47. G. Rillosi, ritratto di Gaetano Donizetti
48. Francesco Torriani: ritratto di Giuseppe Verdi
49. Claude Laurent: flauto in cristallo
50. Cimeli, maschere funerarie e bijoux
51. A. Galli, busto di Alessandro Sanquirico
52. E. Kaulbach, ritratto di Eleonora Duse
53. Bertini – Casnedi, bozzetto per un sipario della Scala
54. Busto di Alfredo Catalani
55. Copia della partitura della Messa da Requiem di G. Verdi
56. F. Cifariello busto di Enrico Caruso
57. A. Rietti, ritratto di Giacomo Puccini
58. A. Rietti, ritratto di Arrigo Boito
59. A. Rietti, ritratto di Arturo Toscanini
60. A. Melo, ritratto di Rudolf Nureyev
61. G. Alloati, busto di Francesco Tamagno
62. G. Del Vecchio, ritratto di Leyla Gencer
63. U. Toubridge, Busto di Vaslav Nijinsky
64. U. Sartini Ritratto di Maria Callas
65. Maria Callas
66. U. Sartini Ritratto di Renata Tebaldi
67. Wolfgang Alexander Kossuth, Busto di Mario Del Monaco
68. Wolfgang Alexander Kossuth, Busto di Giuseppe di Stefano
69. Pietro Guberti, ritratto di Franco Corelli
70. Strehler
71. Bacchette appartenute a V.Sabata, T.Serafin e A.Toscanini
72. Storia del Teatro alla Scala
73. Ridotto dei palchi
74. Busto di Arturo Toscanini, Adolfo Wildt, 1929
75. Busto di Giacomo Puccini, Francesco Messina 7 dicembre 1958
76. Busto di Pietro Mascagni, Francesco Messina, 1963
77. Busto di Umberto Giordano, Luciano Minguzzi, 27 marzo 1969
78. Clipeo di De Sabata, di Igor Mitoraj, 1993

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Nuovo allestimento per il Parco Minerario Valle d’Aosta e della Miniera di Cogne

Una sala del Museo Cogne

Inaugurazione sabato 18 dicembre alle 10:30 per il nuovo Centro espositivo Parco Minerario Valle d’Aosta e della Miniera di Cogne.

Il complesso del villaggio dei minatori ospita nell’edificio principale davanti alla piazza e in quello adiacente dell’arrivo delle benne una nuova esposizione.

Un percorso che segue l’estrazione del materiale nel tempo e nello spazio: dai luoghi dove questi preziosi minerali si trovano (Brusson, Cogne, La Thuile, Ollomont, Saint-Marcel) ad un excursus temporale per vivere l’esperienza della miniera, i luoghi del lavoro, la durezza della vita in galleria fino all’ultimo viaggio del materiale verso Aosta e la sua trasformazione.

Le storiche attività di sfruttamento industriale delle miniere valdostane sono raccontate sin dal Medioevo e fino agli anni ’80 del 900 all’interno del nuovo Centro Espositivo del Parco Minerario Valle d’Aosta e della Miniera di Cogne.

A distanza di quattro decenni dall’abbandono, la Val d’Aosta, con il sostegno dell’Unione Europea, intende riscoprire questo patrimonio, parte integrante della vita e dell’economia della regione, e valorizzarlo come un bene culturale tangibile – nei suoi siti estrattivi, negli strumenti di lavoro, nei documenti archivistici e iconografici – ma anche come un patrimonio immateriale costituito da tradizioni, tecniche, racconti di vita. 

L’allestimento museale è stato realizzato tramite apparati hardware audio/video allo scopo di raccontare in modo multimediale non solo i minerali, ma la storia del luogo e delle persone che lo abitano e lo hanno vissuto. Le tecnologie immersive utilizzate supportano la visita trilingue (italiano, francese, inglese) e offrono una nuova modalità di fruizione fortemente coinvolgente.

Il visitatore, infatti, viene stimolato a impersonare un minatore, circondato da personaggi che lo interpellano in prima persona. L’esperienza diventa ancora più coinvolgente per la presenza di giochi interattivi, che consentono al pubblico di tutte le età di azionare le “rivoltelle” dei minatori, riempire i vagoni del trenino del Drinc, e persino simulare un’esplosione all’interno di una delle grotte della miniera, interamente ricostruita in 3D.

Grafiche, vetrofanie, immagini originali e pannelli descrittivi supportano le tecnologie immersive utilizzate, come schermi touch, totem e grandi proiezioni.

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Online da oggi Alphabetica, il nuovo portale di GruppoMeta

Online da oggi Alphabetica, il nuovo portale per esplorare il patrimonio culturale delle biblioteche italiane

Il logo del portale Alphabetica, sviluppato da GruppoMeta

Vengono lanciati oggi il portale Alphabetica (www.alphabetica.it) e il nuovo ecosistema digitale dei servizi bibliografici nazionali, realizzati dall’Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle biblioteche italiane (ICCU), ufficio centrale del Ministero della Cultura (MiC).

Alphabetica è un nuovo strumento per la ricerca, che consente ai cittadini di consultare simultaneamente e in modo integrato tutte le basi dati informative gestite dall’ICCU, come se si trattasse di un unico catalogo generale con milioni di notizie bibliografiche e materiali digitali relativi al patrimonio culturale conservato nelle più di 6.500 biblioteche italiane che aderiscono al Servizio Bibliotecario Nazionale e di centinaia di istituzioni partner dei diversi progetti di valorizzazione dell’ICCU.


Il lancio avviene a coronamento di un importante progetto, che l’Istituto ha realizzato proseguendo la collaborazione ultratrentennale con la Rete del Servizio Bibliotecario Nazionale e con il supporto di Biblioteca nazionale centrale di Firenze, Biblioteca nazionale universitaria di Torino, Regione Emilia Romagna, Regione Liguria, Sistema bibliotecario dell’Università di Padova e Biblioteca Apostolica Vaticana. Partner tecnologici
del progetto sono state le società Almaviva, DM Cultura, Inera e Meta.
A presentare i nuovi servizi presso la Sala Spadolini del Collegio Romano e in diretta streaming sul canale YouTube del MiC sono Paola Passarelli, Direttore generale biblioteche e diritto d’autore; Simonetta Buttò, direttore dell’ICCU; Chiara Faggiolani, docente di biblioteconomia alla Sapienza – Università di Roma; Laura Moro, Direttore generale dell’Istituto centrale per la digitalizzazione del patrimonio culturale – Digital Library.
Nel pomeriggio si terrà un workshop tecnico sui nuovi servizi.


Il portale Alphabetica consente all’utente di lanciare direttamente ricerche a testo libero in tutto l’ecosistema bibliografico, oppure di sfogliare il catalogo generale attraverso uno dei 9 percorsi specifici: Protagonisti, Musica, Libri, Manoscritti, Audio e Video, Cartografia, Periodici, Grafica, Biblioteche. I risultati sono ordinati in box che li rendono più facilmente consultabili, anche attraverso funzioni avanzate per raffinare ulteriormente la ricerca. Il principale punto di forza di Alphabetica risiede nella valorizzazione dei collegamenti tra le risorse, anche attraverso widget dedicati. L’area personale dà modo a coloro che si registrano gratuitamente di creare raccolte personalizzate e condividerle in rete, rendendo il portale uno
strumento utile anche per la didattica.
Il lancio di Alphabetica è contestuale al completo rinnovamento delle basi dati storiche gestite dall’Istituto: OPAC SBN, Manus Online, EDIT16, l’Aggregatore digitale e la SBNTeca. L’uso di API, l’impiego dello standard IIIF per le immagini e del visualizzatore Mirador rendono il rinnovato ecosistema digitale dei servizi bibliografici nazionali interoperabile con altre realtà digitali coordinate dall’ICCU, quali MOVIO: Mostre Digitali Online e 14-18: Documenti e immagini della grande guerra, e con cataloghi e risorse esterni all’ecosistema, come IMAGO: Catalogo collettivo digitale della Regione Emilia Romagna, i cui materiali sono già prospettati dal portale.
A questa attività di miglioramento e arricchimento dei servizi agli utenti, l’ICCU affianca l’introduzione di nuovi strumenti a disposizione della comunità bibliotecaria. Sono infatti previste attività di aggiornamento tecnologico dell’Indice SBN e sta per essere lanciata la nuova piattaforma di servizi per le biblioteche SBNCloud.
La realizzazione dell’ecosistema dei servizi bibliografici nazionali e il lancio del portale Alphabetica sono importanti passi avanti nella transizione al digitale applicata alla valorizzazione dei beni culturali. Un percorso che vede l’ICCU impegnato nel costante miglioramento dei servizi informativi rivolti al cittadino.


Alcune delle basi dati dell’ecosistema in cifre
• OPAC SBN – Il catalogo ad accesso aperto del Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN), che espone online più di 18,5 milioni di notizie bibliografiche. Si tratta di una base dati in costante crescita, alimentata grazie al lavoro di più di 6.500 biblioteche che partecipano al Servizio Bibliotecario
Nazionale e che condividono i dati sul patrimonio posseduto aggiornando l’Indice SBN, vero motore informatico del catalogo • Manus Online – Ad oggi Manus Online rende consultabili online 200.965 schede, 40.815 immagini e 302.206 nomi legati al mondo dei manoscritti
• EDIT16 – Il Censimento nazionale delle edizioni italiane del XVI secolo contiene oggi 69.367 notizie bibliografiche, 25.736 notizie relative ad autori, 5.794 notizie relative a editori
• Aggregatore digitale e SBNTeca – 17 milioni di oggetti digitali frutto delle attività di digitalizzazione condotte da 280 biblioteche partner di Internet Culturale
• Anagrafe delle Biblioteche Italiane – Sono attualmente registrate in base dati 12.649 biblioteche

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7 passi nella sostenibilità

Tavolo touch presso Città della scienza

Inaugurata la nuova area gioco dedicata alla sostenibilità

Da una idea di STRESS, Distretto Tecnologico per le Costruzioni Sostenibili, in collaborazione con ETT e Fondazione IDIS – Città della Scienza

Sabato 11 dicembre Città della Scienza si arricchisce di un nuovo percorso educativo destinato ai ragazzi tra gli 8 e i 13 anni. Si fa tappa nel pianeta della sostenibilità da conoscere rigorosamente attraverso il gioco o divertendosi.

Come progettare e costruire un edificio sostenibile?

Un percorso con exhibit interattivi aiuta nella scoperta e nella conoscenza.  Un’attività di sperimentazione e divulgazione che aiuta a comprendere il ruolo centrale che le “costruzioni sostenibili” detengono nel raggiungimento degli obiettivi del Green Deal.

La Mostra/Gioco prende il nome di 7 passi nella sostenibilità, perché è un percorso di scoperta in sette tappe di gioco, scandito dall’incontro con exhibit interattivi che simulano il cantiere di un’abitazione ecosostenibile in cui i ragazzi sono chiamati a costruire il proprio modello di casa sostenibile ed intelligente come dei veri e propri progettisti del futuro.

Sette postazioni interattive, dove ogni giocatore o squadra può mettersi alla prova. Ad ogni giocatore o squadra viene associato un badge da Capocantiere, consegnato dallo staff del museo: ogni badge è caratterizzato da un diverso tag NFC, che di volta in volta viene intercettato dai lettori alloggiati nelle postazioni del percorso.

In che posizione oriento un edificio? Con quali materiali lo realizzo? Sono alcune delle domande alle quali dovranno rispondere i giocatori interagendo con gli exibit innovativi. E proprio al tema della sostenibilità delle nostre città sarà dedicato il convegno che precede il taglio del nastro della mostra e che si svolgerà alle ore 11.00 presso la Sala Newton.

Interverranno Riccardo Villari, Presidente Fondazione Idis-Città della Scienza, Ennio Rubino, Presidente Distretto Costruzioni Sostenibili – STRESS,  Giovanni Verreschi, Amministratore Delegato ETT Spa, Filippo De Rossi, Università Federico II e Consigliere del Ministro dell’Università̀ e della Ricerca, Valeria Fascione, Assessore alla Ricerca, Innovazione e Start up – della Regione Campania, Vito Grassi, Vicepresidente Confindustria, Edoardo Cosenza, Assessore alle Infrastrutture, Mobilità e Protezione civile – Comune di Napoli, Roberta Vitale, Presidente CFS

L’evento sarà moderato da Marco Ferra, giornalista.

Il percorso pensato e progettato per gli spazi di Città della Scienza, è stato presentato in una una versione demo a ITALIA: L’ARTE DELLA SCIENZA, mostra inaugurata il 9 settembre 2021 a Città del Messico.

Sala di città della scienza
tecnologie e immersività per città della scienza

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Riapre Casa Museo Luigi Pirandello

Luigi Pirandello

Un percorso multimediale attraverso sei sale, guidati dalla voce narrante di Leo Gullotta, per immergersi nella vita, nelle opere e nell’immaginario del Nobel agrigentino. La Regione Siciliana restituisce al pubblico la Casa Museo Luigi Pirandello, in contrada Caos ad Agrigento, riqualificata e con un nuovo allestimento espositivo.

TECNOLOGIA E VOCE NARRANTE DI LEO GULLOTTA

Dopo i lavori di manutenzione, adeguamento e abbattimento delle barriere architettoniche, voluti dal governo Musumeci per restituire decoro e funzionalità all’edificio che è monumento nazionale, la dimora natale dello scrittore siciliano, Premio Nobel per la letteratura nel 1934, offre adesso anche un percorso immersivo e multimediale all’avanguardia tra testi originali, materiali audiovisivi d’archivio e musica composta appositamente. La voce narrante del maestro Leo Gullotta guida una visita emozionale che si snoda tra le diverse postazioni, con soluzioni tecnologiche innovative perfettamente integrate nell’ambiente della dimora storica. Un’applicazione per smartphone (disponibile sui sistemi operativi iOS e Android) permette di fruire, sia all’interno del museo sia fuori, di diversi contenuti di approfondimento fra testi, audio e realtà aumentata. Infine, l’esperienza di visita è completata con il “Virtual Tour” con immagini a 360°, realizzato con tecnologia Matterport e fruibile sul web da qualunque dispositivo.

«La Casa natale di Luigi Pirandello, dichiarata monumento nazionale nel 1949 e acquistata dalla Regione tre anni dopo – afferma il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci – non aveva mai avuto, in questo lunghissimo arco temporale, né l’attenzione né gli interventi di adeguamento e ammodernamento che il tempo, e soprattutto la caratura del Maestro che qui nacque, richiedevano. Un luogo triste, spoglio, proibito ai disabili, certamente non consono ad ospitare le preziosissime testimonianze che raccontano la vita e le opere letterarie del premio Nobel siciliano. Lo spazio culturale che ora riconsegniamo ai Siciliani, ai tantissimi turisti che qui arrivano da ogni parte del mondo, agli studiosi e alla comunità scientifica è così, finalmente, all’altezza di uno dei più importanti scrittori e drammaturghi della letteratura italiana».

Il nuovo allestimento è stato curato da TIM ed ETT e integra con esperienze multimediali e immersive il ricco patrimonio artistico e documentario già custodito nella Casa Museo. Il progetto nasce per dare un nuovo potenziale comunicativo all’opera di Pirandello, senza snaturare i manufatti e i ricordi conservati tra le mura dell’antica villa. Nello specifico, TIM ha messo a disposizione le tecnologie e i servizi cloud per arricchire l’esperienza culturale della visita e consentire sia ai visitatori “tradizionali”, sia a quelli “virtuali” di fruire di contenuti multimediali, secondo il paradigma della realtà aumentata, che ampliano la conoscenza della vita e delle opere del grande scrittore e poeta.

«Riaprire ad Agrigento la casa-museo dove nacque Luigi Pirandello nel giorno in cui ricorre l’anniversario della sua morte – sottolinea l’assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà – è un modo per onorarne la memoria, restituendo questo luogo unico, arricchito da un nuovo allestimento in grado di far cogliere ai visitatori i molteplici aspetti di questo nostro grande siciliano. La riapertura della Casa di Pirandello è una festa della Cultura, non soltanto perché avviene in una data simbolica, ma anche perché, grazie all’uso della tecnologia e di un importante corredo scientifico, consente di immergersi nella vita e nell’opera del Nobel: inauguriamo una casa-museo accessibile a tutti e dotata dei più moderni standard museali europei. Valorizzare il nostro patrimonio culturale è la strada giusta per un vero sviluppo della nostra Terra».

LE SEI SALE

Sala del Museo Casa Pirandello ad Agrigento

Il percorso museale si dipana in sei sale, ognuna dedicata a un tema differente, come tappe di un viaggio. La Sala 1A (L’uomo e la famiglia) introduce alla visita attraverso la pittura, passione della famiglia Pirandello, la 1B (I paesaggi dell’anima e il Giano bifronte) ai suoi luoghi del cuore e ai dualismi pirandelliani, la 2 (Teatro e cinema) è dedicata alla produzione teatrale e cinematografica dell’autore ed è caratterizzata da una proiezione immersiva che consente al visitatore di trovarsi al centro delle rappresentazioni narrate; la Sala 3 (Vita e morte) ospita il vaso greco che conservò le ceneri dello scrittore e offre una grande proiezione video attraverso cui è facile immedesimarsi negli eventi principali della vita dell’autore, compreso il conferimento del Nobel; nella 4 (Sala delle parole) il visitatore entrerà “fisicamente” nel vocabolario pirandelliano; nella 5 (Romanzi, novelle e poesie) una riproduzione dello scrittoio appartenuto allo scrittore invita il visitatore a sfogliare digitalmente i suoi taccuini e i suoi appunti; infine, la Sala 6 (Le maschere) è dedicata a un tema caro all’opera pirandelliana: il visitatore è messo a confronto con le proprie maschere, attraverso quelle virtuali che prendono vita sui monitor a parete.

IL MUSEO E LA BIBLIOTECA 

La villa dove ha sede la Casa Museo Luigi Pirandello, appartenne ai Ricci Gramitto, avi di parte materna dello scrittore, sin dal 1817. In questa residenza, infatti, trovò rifugio la famiglia Pirandello per sfuggire alla grave epidemia di colera che nel 1867 imperversava in tutta la Sicilia. Danneggiata nel 1944 dallo scoppio del vicino deposito di munizioni delle truppe americane, venne dichiarata nel 1949 monumento nazionale. Tre anni dopo la Regione Siciliana l’acquistò e diede inizio ai lavori di restauro e sistemazione della Casa e della stradella di collegamento al pino marittimo, il celebre albero sotto il quale il drammaturgo agrigentino trovò ispirazione per alcune delle sue più celebri opere. Dal 1987 la Casa natale costituisce un unico istituto con la Biblioteca Luigi Pirandello.

Tutti i contenuti sono stati realizzati con la supervisione e il coordinamento scientifico della professoressa Sarah Zappulla Muscarà e dell’avvocato Enzo Zappulla, tra i maggiori esperti e studiosi pirandelliani, sotto la supervisione della Soprintendenza dei Beni culturali di Agrigento.

 

«Questa importante collaborazione aggiunge ulteriore valore al ruolo di TIM come motore dell’innovazione tecnologica e partner di riferimento per le aziende e la pubblica amministrazione nel percorso di digitalizzazione del Paese – commenta Claudio Pellegrini, Responsabile Sales Local Government, Health & Education di TIM – Le competenze tecnologiche e le più avanzate infrastrutture realizzate da TIM rappresentano un importante strumento in grado di migliorare la vita quotidiana e favorire lo sviluppo di soluzioni digitali al servizio delle città e del territorio».

Maschere proiettate a parete all'interno del Museo Casa Pirandello

 

«L’esperienza attraversata nei lavori di riallestimento multimediale della Casa Museo Luigi Pirandello – sottolinea l’amministratore delegato di ETT Giovanni Verreschi – è stata dedicata innanzitutto all’approfondimento delle tematiche messe a fuoco dallo scrittore vissuto a cavallo tra Ottocento e Novecento. Anche la tecnologia ha dovuto subire un processo di adattamento piegandosi al pensiero dell’autore, per esprimerne le pieghe riflessive che lo hanno reso “unico”. Siamo orgogliosi di avere contribuito, sotto la guida della Soprintendenza, a rianimare con le soluzioni tecnologiche di ETT il patrimonio immateriale che risulta per molti versi ancora nascosto nelle opere dello scrittore».