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Cappella Sansevero, apre la mostra “Un immenso scandalo”

Volume contenente la Lettera Apologetica
Dal 24 giugno la visita al Museo Cappella Sansevero sarà arricchita dalla mostra “Un immenso scandalo”, dedicata all’opera a stampa più importante del principe di Sansevero, la Lettera Apologetica (1751), e alla contesa ideologica e politica innescata dalla pubblicazione di un libro capace di destare meraviglia e disapprovazione. Attraverso contenuti digitali, che affiancano l’esposizione di rari volumi in edizione originale, i visitatori potranno conoscere aspetti meno noti della figura di Raimondo di Sangro, orgoglioso alfiere del libero pensiero.
 

La mostra a cura di Fabrizio Masucci, realizzata nell’ambito delle celebrazioni dei 250 anni dalla morte del settimo principe di Sansevero, sarà visitabile fino al 26 luglio negli orari di apertura al pubblico del Museo, acquistando il biglietto di ingresso senza sovrapprezzo.

“Un immenso scandalo”: con queste parole lo scrittore siciliano Luigi Capuana cercò di dare un’idea del clamore suscitato dall’uscita alla metà del Settecento della Lettera Apologetica del principe di Sansevero, messa all’Indice dei libri proibiti già nel 1752 in quanto “pericolosa, temeraria, offensiva”. Nell’opera l’autore lasciò infatti trapelare il suo punto di vista non ortodosso su diversi temi, dall’origine del mondo e dell’uomo al miracolo di San Gennaro, dalla natura dell’anima alla necessità della libertas philosophandi.

Insieme alla Lettera Apologetica, il cui frontespizio è stampato con un metodo innovativo messo a punto dal principe, saranno esposte diverse pubblicazioni ad essa strettamente legate: due rarissimi opuscoli contro la Lettera Apologetica attribuiti al gesuita Pasquale De Mattei (1751); il Parere intorno alla vera idea della Lettera Apologetica del gesuita Innocenzo Molinari (1752), che rappresenta il più violento attacco al libro; la Supplica che il principe indirizzò, nel 1753, a papa Benedetto XIV nel tentativo – fallito – di riabilitarsi agli occhi della Chiesa; l’edizione dell’Indice dei libri proibiti del 1758, che riporta per la prima volta nella “lista nera” la Lettera Apologetica e un’altra opera uscita clandestinamente dalla stamperia di Raimondo di Sangro.

Si potranno dunque ammirare le pregiate edizioni originali dei volumi e, attraverso una postazione touch screen, sarà possibile sfogliare una selezione di pagine delle opere, digitalizzate ad altissima risoluzione, e accedere a contenuti di approfondimento.

Una scheda è specificamente dedicata ai misteriosi “quipu“, su cui il principe si sofferma nella seconda parte della Lettera Apologetica: si tratta di un sistema di nodi, realizzati con corde variamente colorate e intrecciate, usati dagli Incas del Perù per scopi contabili e amministrativi, oltre che per la registrazione di eventi storici. Il principe di Sansevero giunse ad attribuire ai quipu la dignità e la complessità di una vera e propria scrittura, conferendo anche un carattere di segretezza all’antico linguaggio perduto, e rielaborò e ripropose graficamente i nodi incaici nelle tre splendide tavole illustrate del volume.

La postazione multimediale, realizzata dall’Industria Digitale e Creativa internazionale ETT S.p.A., consentirà la navigazione, sia in italiano che in inglese, attraverso quattro sezioni di approfondimento: “Raimondo di Sangro principe di Sansevero”, “Le opere esposte”, “La Lettera Apologetica per te!” e “Gioca con i quipu del principe”.

Alle prime due sezioni dedicate rispettivamente al principe e ai volumi esposti, segue la sezione speciale “La Lettera Apologetica per te!”, che presenta otto diverse chiavi di lettura del libro, invitando il visitatore a riconoscersi in un “profilo” e sperimentare un contenuto personalizzato.

Gli spunti suggeriti dalla Lettera Apologetica del principe – dichiara Fabrizio Masucci, curatore della mostra e direttore del Museo – sono tanti e molto vari: per questo abbiamo scelto di offrire un approfondimento ‘per amanti del mistero’, uno ‘per persone ironiche’, un altro ‘per irriverenti’, e così via”.

Chi visiterà la mostra scoprirà tutti gli otto profili per cui è stato previsto un apposito testo.

Credo che un focus sulla Lettera Apologetica – continua Masucci – possa essere interessante soprattutto perché l’opera del principe e le aspre censure in cui incorse sollevano temi di grande attualità, come la libertà di pensiero e di espressione. Se pensiamo che in pieno Settecento Raimondo di Sangro rivendicava per tutti ‘non solo il legittimo diritto, ma forse anche la precisa obbligazione di liberamente esaminare qualsivoglia cosa’ o che sosteneva che anche gli atei potessero avere una ‘perfetta morale’, possiamo farci un’idea della modernità di pensiero del principe”.

La quarta sezione digitale è dedicata all’intrattenimento di bambini e adulti.

“Gioca con i quipu del principe” mette alla prova l’intuito del visitatore invitandolo ad associare i quipu al loro significato: osservando i simboli sulle carte, ossia i nodi colorati che rappresentano corpi celesti, fenomeni atmosferici, persone, animali, piante o oggetti, si dovrà indovinare cosa raffigurano. Si potrà scegliere il livello di difficoltà e, per tutti coloro che riusciranno a completare il percorso e vincere, è previsto un piccolo premio da ritirare all’ingresso del Museo.

L’anno della ricorrenza dei 250 anni dalla morte di Raimondo di Sangro prosegue così nel segno dei libri rari e delle nuove tecnologie. A inaugurare le celebrazioni è stata a marzo scorso la musica dell’evento online “Concerto per il principe”, presentato insieme all’Associazione Alessandro Scarlatti. Il 22 marzo, proprio nella data della scomparsa del principe, è stato pubblicato il video-tributo alla figura di Raimondo di Sangro prodotto per l’occasione, realizzato da NFI – Napoli Film Industry. A seguire, in concomitanza della Giornata Internazionale dei Musei, la video performance Laments, reading dei versi del poeta Gabriele Tinti interpretati dal celebre regista e attore Abel Ferrara (tutti gli eventi possono essere rivisti in qualsiasi momento sui canali social del Museo). Lo scorso 8 giugno, infine, si è tenuta presso l’Archivio di Stato di Napoli la presentazione del libro “Raimondo di Sangro. Cronaca di vita e opere”, a cura di Fabrizio Masucci e Leen Spruit. L’anno della ricorrenza proseguirà con altre iniziative. A luglio si terrà inoltre un weekend di celebrazioni a Torremaggiore (FG), città natale del principe di Sangro, organizzato in collaborazione dal Comune di Torremaggiore, dal Museo Cappella Sansevero e dalla casa editrice alós.

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ETT a Torino Wireless: la Trasformazione Digitale del Piemonte

Mercoledì 16 giugno 2021 presso il Circolo dei Lettori di Torino si tiene l’evento La Trasformazione Digitale del Piemonte organizzato da regione Piemonte in collaborazione con CSI Piemonte, Consorzio Topix e Fondazione Torino Wireless, partenariato pubblico-privato che opera nella promozione e nello sviluppo dell’innovazione.

 

Una giornata per approfondire lo stato dell’arte sulla trasformazione digitale che rappresenta per la Regione un momento di confronto con attori strategici del Governo in vista delle linee attuative e dei bandi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Dopo una mattinata in cui si discuterà di PNRR tra scenari passati e futuri della trasformazione digitale in Piemonte e in Italia sarà la volta dei tavoli tematici in videoconferenza:

  • Ricerca, Innovazione e Competitività del sistema produttivo
  • La  salute post Covid-19, una rivoluzione all’improvviso  
  • Connettività e trasformazione digitale: un investimento strategico
  • Turismo e Cultura 4.0

Alle ore 14.30 inizia l’appuntamento con il panel Turismo e Cultura 4.0 moderato dal giornalista Luca Ferrua a cui Giovanni Verreschi, Amministratore Delegato di ETT parteciperà con altri ospiti per approfondire l’argomento, tra cui, Mario Manzo, Vice-Presidente Esecutivo Torino Wireless.

L’evento potrà essere seguito in diretta streaming sul sito web della Regione Piemonte.

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Una nuova App per scoprire i segreti del Sito Unesco di Modena

Comune e Laboratorio Aperto hanno presentato “Modena Unesco Site”, l’applicazione che entra nel progetto di promozione turistica, tra gli strumenti per la ripartenza

È nata “Modena Unesco Site”, la nuova App del Comune di Modena che consente uno straordinario percorso multimediale di approfondimento storico e artistico alla scoperta dei monumenti che fanno parte del sito patrimonio mondiale dell’umanità: piazza Grande, Ghirlandina, Duomo e Musei del Duomo, Palazzo comunale.

Ideata e progettata nell’ambito delle attività del Laboratorio Aperto nel settore della trasformazione digitale applicata a cultura, creatività e spettacolo, la nuova applicazione per dispositivi mobili è stata presentata questa mattina, venerdì 11 giugno, con una dimostrazione nella sede dell’ex Aem alla quale sono intervenuti Ludovica Carla Ferrari e Andrea Bortolamasi, assessori del Comune di Modena rispettivamente a Smart city e Promozione turistica e alla Cultura; Sebastiano Bisson e Ivan Moliterni del Laboratorio Aperto; i componenti del Coordinamento del sito Unesco e del gruppo di lavoro che ha creato la app.

La App “Modena Unesco Site”, come è stato sottolineato nel corso della presentazione, entra nel progetto di promozione turistica di Modena come uno degli strumenti principali per la ripartenza della città, dopo il lungo periodo di sospensione dovuto alla pandemia: “Il segnale tangibile di una strategia che punta sulla cultura, sul turismo consapevole e smart, sull’innovazione e sulla creatività condivisa”.

L’app “Modena Unesco Site”, per la quale è previsto il download gratuito tramite gli store dedicati, arricchisce l’offerta di supporti tecnologici a disposizione della città e si presenta come uno strumento dinamico e interattivo, capace di unire curiosità, stimolo a visitare i luoghi culturali e approfondimento consapevole. I cinque percorsi attraverso piazza Grande, il Duomo, la Torre Ghirlandina, il Palazzo Comunale, e i Musei del Duomo sono articolati in 44 Punti di interesse (Poi) in grado di guidare il visitatore alla scoperta del patrimonio artistico-culturale che definisce l’identità storica di Modena e della sua comunità.

Dopo un lavoro di mappatura e ricerca, le opere e i luoghi inseriti all’interno dell’applicazione sono stati valorizzati con contenuti multimediali: testi e audio descrittivi in doppia lingua (italiano e inglese), corredo iconografico, immagini panoramiche a tutto tondo per permettere un contatto immersivo e coinvolgente, video inediti e contenuti avanzati, inquadrati in un’operazione di “edutainment” per apprendere divertendosi, funzionano come attrattori e aggregatori di conoscenze per il visitatore che intende esplorare le bellezze di Modena, ma si presentano anche come dispositivi capaci di potenziare il carattere innovativo dell’esperienza in città.

A questi contenuti si aggiungono, inoltre, fotografie d’epoca o di spessore documentale provenienti dall’Archivio fotografico del Museo Civico di Modena, dalla Biblioteca civica d’arte Luigi Poletti, dall’Archivio storico diocesano, valorizzati come ulteriori protagonisti del patrimonio storico di cui è dotata la città.

Modena Unesco Site è, dunque, una App che conduce i cittadini e i visitatori in un viaggio a stretto contatto con la meraviglia dei luoghi, ma anche un “oggetto multimediale” che raccoglie suggestioni spesso poco visibili ereditate da altre epoche e non immediatamente accessibili al grande pubblico: frammenti e istantanee provenienti dal passato che ricostruiscono i tratti, le forme e le figure dell’aspetto storico-urbanistico nella sua evoluzione temporale.

La App è prodotta dal Laboratorio Aperto di Modena grazie anche al set di competenze specifiche che porta in dote ETT Spa, partner tecnologico della RTI soggetto gestore del Laboratorio insieme al capofila FGB Srl SB e MBS Srl.

Download l’applicazione:

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ETT partecipa ad ArtLab Bari-Matera

ArtLab 2021 - Bari Matera

L’11 giugno 2021 alle 12:00 Giovanni Verreschi, Amministratore Delegato di ETT S.p.A, parteciperà a ArtLab Bari Matera, una serie di incontri organizzati da Fitzcarraldo tra il 9 e il 12 giugno 2021 a metà tra il capoluogo pugliese e lucano e il mondo online.

Trasformazione digitale e patrimoni culturali: opportunità e sfide è il tema della tavola rotonda a cui ETT è stata invitata da ArtLab, la piattaforma indipendente italiana dedicata all’innovazione delle politiche, dei programmi e delle pratiche culturali, e organizzata in collaborazione con Materahub, consorzio che supportare le industrie culturali e creative, favorendo l’innovazione sociale e tecnologica, nonché la nascita di nuovi progetti imprenditoriali e lo sviluppo dei territori.

ETT, in quanto partner di ArtLab, interviene in uno dei dibattiti più accesi dello scenario culturale odierno, la digitalizzazione e le sue potenzialità all’interno del panorama culturale.

Luca Dal Pozzolo, Responsabile Scientifico Ricerca di Fondazione Fitzcarraldo sarà il moderatore che per poco quasi 2 ore darà spazio alle esperienze e alle riflessioni degli ospiti in un dibattito ricco di interrogativi e di previsioni future.

In che modo impedire alla digitalizzazione di lasciarsi guidare dall’economia? Come promuovere un livello di partecipazione per tutti gli attori culturali usando le risorse digitali? Le imprese e le istituzioni dialogano tenendo conto di tutte le nuove possibilità per la cultura grazie alla spinta europea 21-27 di Horizon Europe e del PNRR.

Per maggiori informazioni:
https://artlab.fitzcarraldo.it/it/artlab-21/bari-matera/appuntamento/digital-transformation-e-patrimoni-culturali-opportunita-sfide

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Luzzati Experience: animata, sfaccettata, variopinta

Si è tenuta ieri, lunedì 31 maggio 2021, la conferenza stampa inaugurale per il centenario dalla nascita di Emanuele Luzzati, presso Palazzo Tursi, sede del Comune di Genova.

In occasione del 100° compleanno dell’artista genovese, il 3 giugno 2021 la città di Genova si anima per rendergli omaggio con una serie di eventi spettacolari.

Immagine della conferenza stampa 100 Luzzati con tavola ovale e partecipanti seduti

 

 

 

Animata, sfaccettata, variopinta: tre aggettivi pronunciati durante la conferenza che trasportano il futuro spettatore nella vita e nelle opere immortali di Luzzati.

 

 

 

 

 

Barbara Grosso, assessore alle Politiche culturali del Comune, apre la conferenza stampa con parole rappresentative: “Un’intera città che si trasformerà in mostra, una mostra a cielo aperto, […] una città che si riempirà di energia, colori, vitalità, che solo Luzzati sapeva trasmettere, sapeva donare”.

Barbara Grosso, assessore alle Politiche culturali del Comune di Genova, alla conferenza stampa 100 Luzzati

Nell’estate del 2021, Genova diventerà un grande teatro con un unico protagonista: Emanuele Luzzati. Nell’ambito di questa occasione, ETT ha realizzato due esperienze immersive.

 

La prima, a cura di Fondazione Luzzati Teatro della Tosse in collaborazione con ETT, è Genua Picta, un video mapping animato che esalterà Strada Nuova con uno spettacolo immersivo, fra effetti visivi, musiche e videoproiezioni. Via Garibaldi, si accenderà ricreando una scena a cielo aperto, in cui le opere di Emanuele Luzzati, proiettate sulle facciate dei palazzi storici e immerse in musiche diffuse, daranno vita a un percorso spettacolare.

Emanuele Conte, Amedeo Romeo e Giovanni Verreschi

Nella Sala delle Grida del Palazzo della Borsa fino al 3 luglio sarà invece allestita Luzzati Experience, la prima grande mostra immersiva dedicata ad Emanuele Luzzati, prodotta da Fondazione Luzzati Teatro della Tosse, curata da Daniele Sulewic e Paolo Bonfiglio, collaboratori del maestro, in collaborazione con ETT.

Una grande proiezione a 360 gradi all’interno di un ring circolare, con grandi schermi e proiettori video di altissima definizione, popolerà la sala di nuovi colori creando per i visitatori un percorso emozionale nel mondo delle opere luzzatiane.

 

 

Giovanni Verreschi, AD di ETT spiega: “Crediamo di aver portato un’interessante integrazione fra l’opera innovativa di Luzzati e il digitale. Ad oggi, abbiamo strumenti digitali e multimediali che sono finalmente in grado di rendere al meglio quella che era un’innovazione che, altrimenti, sarebbe stata forse banalizzata. […] A noi piace immaginare che attraverso questo cinema a 360° si possa veramente entrare all’interno dei tanti sogni con lui Luzzati ci ha affascinato. Vi esortiamo ad andare a visitarla nella speranza che possiate divertirvi e portare il ricordo e l’importanza di questo grande artista genovese.”

Giovanni Verreschi
Locandina Luzzati Experience

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Tra storia e storie: inaugura l’allestimento immersivo del Visitor Centre di Crespi d’Adda

Realizzato durante il periodo della chiusura forzata dovuta alla pandemia, grazie ad un bando di Regione Lombardia predisposto dalla Amministrazione Comunale di Capriate San Gervasio insieme a Fondazione Links e all’Associazione Crespi d’Adda, si inaugura oggi il Museo Partecipato di Crespi d’Adda.
Il nuovo percorso museale si colloca in due sale in quello che fu storicamente l’edificio delle scuole del Villaggio Operaio Crespi d’Adda, sede di uno dei più importanti opifici tessili lombardi della seconda metà dell’Ottocento.
L’Unesco ha accolto Crespi d’Adda nella Lista del Patrimonio Mondiale Protetto in quanto “Esempio eccezionale del fenomeno dei villaggi operai, il più completo e meglio conservato del Sud Europa”.
ETT ha progettato l’esperienza di visita degli spazi museali nell’ottica di massimizzare l’immedesimazione del visitatore con la vita e la storia delle persone che hanno vissuto e lavorato fino al secolo scorso nelle case e nella fabbrica del villaggio operaio.

Giovanni Verreschi, AD di ETT spiega: “Grazie a questo nuovo percorso museale implementato da ETT i visitatori potranno immergersi nel mondo operaio di fine Ottocento che, più che altrove, ha soprattutto caratterizzato il tessuto sociale di questi luoghi, oltre ad avere una visione più ampia rispetto al contesto storico dell’epoca. Lavorare sul piano digitale ci ha permesso, infatti, di andare “oltre”, e di dare voce e vita ad alcuni personaggi dell’epoca, che hanno vissuto nel Villaggio Operaio, grazie al coinvolgimento di attori professionisti. Parallelamente abbiamo svolto un lavoro ad hoc per valorizzare e rendere facilmente consultabili documenti d’archivio molto importanti finora sconosciuti ai non addetti ai lavori. In sintesi, Crespi d’Adda è diventata un esempio di come, attraverso nuove forme di storytelling e facendo leva anche sulle emozioni, si può studiare la storia cogliendo le peculiarità dei fatti secondo una angolatura innovativa e intrigante”.

Completamente annullati dall’assenza di colore e di luce, tre grandi schermi permettono la proiezione, nella prima sala, di personaggi storici in scala reale, magnificamente interpretati dagli attori del Teatro Stabile di Genova, che raccontano la loro vita nel villaggio operaio. Si tratta del fondatore, Cristoforo Benigno Crespi, di una giovane madre operaia, di un bambino da poco assunto nel cotonificio del medico e del cappellano del villaggio. Nella sala buia, attraverso luci spot, sono illuminati i cinque oggetti rappresentativi per ognuno dei cinque personaggi.

Contemporaneamente, sollevando uno degli oggetti, attraverso un sistema di sensoristica capacitiva, si spengono le luci e un attore prende vita all’interno della proiezione, parlando proprio di quell’oggetto preso in mano. Ciascuno di loro racconta della propria vita attraverso le parole, le emozioni e pennellando la quotidianità crespese. Nella seconda sala, attraverso la narrazione infografica, si è esplorata una differente modalità comunicativa, per raccontare le vicende e i temi connessi alla storia di Crespi d’Adda, poco esplorati durante le visite guidate: il rapporto dei Crespi con i sindacati e il contesto storico del dopoguerra, il tema dell’innovazione e quello che viene chiamato welfare crespese attraverso gli approfondimenti degli avvenimenti storici accaduti tra il 1878 e il 1930 a Crespi d’Adda – ma non solo. Toccando determinati punti sensibili della struttura dell’allestimento, il visitatore può dare vita alla riproduzione filmica dei contenuti.

L’idea di un museo di storia pubblica si deve al gruppo di lavoro pilotato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Capriate San Gervasio e costituito da straordinari professionisti e al Direttore Scientifico incaricato dall’Ente Gestore del sito Patrimonio dell’Umanità, Giorgio Ravasio, autore: “Si tratta del primo laboratorio sperimentale didattico al mondo pensato come un media sociale. L’obiettivo del progetto è stato quello di creare uno spazio di dialogo tra la comunità residente ed il visitatore consentendo a entrambi di partecipare alla progettazione e alla fruizione così da realizzare quegli ambiziosi, ma spesso, per la loro difficoltà realizzativa, disattesi obiettivi dell’UNESCO e dell’ICOMOS che esaltano la ricerca di tale elemento di congiunzione. Si tratta di un progetto di public history che sarà scalabile all’infinito, in grado di superare la narrazione egemonica a favore di una visione prismatica e plurale della nostra storia attraverso un racconto emotivo e diretto del personaggio ricreato, con un formato didattico estremamente efficace e coinvolgente. L’idea di dare una voce e una possibilità alla nostra comunità ha guidato ogni fase del progetto. Potrebbe, e ne ha l’ambizione, diventare un esemplare modello di racconto di esperienze simili”.

È possibile visitarlo tutti i giorni dell’anno prenotando una visita guidata (per maggio info: www.visitcrespi.it – telefono 02.9091712).

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New Interiors 2 – il racconto aperto di ETT

Stendardi colorati presso la Scuola di design del Politecnico di Milano

Lunedì 17 maggio 2021 ETT è ospite del Politecnico di Milano con un intervento sul tema nuove tecnologie e relative applicazioni, come installazioni interattive per spazi allestitivi temporanei e urbani.

 

Lo speech di Filippo Vergani, Project Manager di ETT, si inserisce all’interno di New Interiors 2, un corso pensato per gli allievi del primo anno del Corso di Laurea Magistrale in Interior and Spatial Design presso la Scuola del Design del Politecnico di Milano.

 

ETT partecipa raccontandosi e introducendo alcune tra le attività realizzate per avvicinare concretamente e realisticamente gli studenti presenti, i futuri progettisti di domani, alle opportunità e criticità che emergono in fase di realizzazione del progetto.

 

I lavori presentati da Filippo si dividono nei tre ambiti principali in cui opera ETT:

 

 

 

Il tema del corso di quest’anno è “Voliere Aperte: building, living, thinking Milan”: gli studenti stanno progettando padiglioni urbani di condivisione culturale e identità territoriale che daranno vita a nuovi landmark per la città e per le persone. Alla pagina Instagram del corso sono visualizzabili gli interventi realizzati finora dai 48 studenti di quest’anno, un team multiculturale che avvicina Italia, Cina, Messico, Colombia, Turchia, Germania, Grecia, Giordania, Emirati Arabi.

Alcuni progetti degli studenti per Voliere aperte

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Riaprono le Sale Paganiniane a Genova, con allestimento a cura di ETT

In un anno ricco di appuntamenti legati a Niccolò Paganini, riaprono al pubblico in una veste rinnovata le sale dedicate al grande violinista genovese a Palazzo Tursi con un nuovo allestimento, innovative postazioni multimediali e la possibilità di ascoltare esecuzioni di importanti violinisti che hanno potuto suonare il violino Guarneri del Gesù “Il Cannone” o il violino Sivori, i due preziosissimi strumenti appartenuti a Paganini.
Il rinnovamento delle Sale Paganiniane è un progetto realizzato da ETT con la collaborazione di Amici di Paganini e Alberto Giordano e con il coordinamento di Liguria Digitale. Fondazione Carige ha supportato il progetto. Le Sale fanno parte del percorso per chi sceglie di visitare Palazzo Bianco e Palazzo Tursi.

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A Piacenza si inaugura il nuovo allestimento della sezione romana del Museo civico archeologico

Il Museo civico archeologico di Palazzo Farnese a Piacenza si presenta in anteprima alla stampa mercoledì 12 e riapre finalmente al pubblico lunedì 17, dopo una cerimonia di inaugurazione che si terrà la domenica.

Un allestimento museale che consente l’esposizione permanente delle collezioni antiche e che promuove la conoscenza della storia della città e delle collezioni attraverso pannelli didascalici, videoproiezioni e postazioni interattive progettate e realizzate ad hoc per valorizzare reperti di particolare importanza e fornire al pubblico una coinvolgente esperienza di visita.

Il progetto, coordinato dalla direttrice dei Musei Civici Dott.ssa Antonella Gigli, ha visto la stretta collaborazione tra il Comitato scientifico, le archeologhe e restauratrici di Arti e Pensieri, Bawer per gli allestimenti fisici e Space, società del Gruppo ETT, per gli aspetti di fruizione multimediale e grafico-didascalici.

Nell’ambito del progetto, che si snoda lungo 15 sale a partire dall’impianto della Cittadella viscontea fino a ‘sfociare’ negli imponenti ambienti farnesiani, sono stati realizzati più di 120 pannelli grafici e didascalici per un totale di oltre 500 mq di stampe di varia tipologia e dimensione; 15 postazioni multimediali e video; oltre 30 elementi espositivi tra vetrine di varia grandezza, pedane ed elementi speciali di allestimento per esposizione delle moltissime vestigia romane in mostra.

L'allestimento interattivo

Un avvincente viaggio di scoperta alle radici della storia e dell’identità del territorio, articolato su più registri comunicativi in funzione delle tante possibili fasce di utenza. 

Una retroproiezione animata accoglie i visitatori verso la discesa al percorso sotterraneo.

Una prima sala introduttiva con mappe urbane e localizzazione dei ritrovamenti e una seconda sala dedicata al mestiere dell’archeologo, con la ricostruzione materica di una sezione stratigrafica, segnano l’inizio del lungo percorso illustrando le modalità del lavoro archeologico e introducendo il visitatore alla scoperta della collezione esposta.

Tra gli exhibit del percorso, un’area didattica sul tema della religiosità pre-romana legata alla natura, inserita in un ambiente che riproduce uno stilizzato bosco sacro etrusco da cui scrutare, come gli antichi aruspici, la volta celeste in videoproiezione.

Uno dei reperti più prestigiosi delle collezioni civiche è senza dubbio il modello in bronzo del Fegato Etrusco, testimonianza diretta delle pratiche religiose etrusche legate all’interpretazione del volere divino mediante l’osservazione e il confronto del fegato di un animale. Oltre ai pannelli descrittivi, una proiezione a terra dell’immagine del fegato permette di scoprire nei dettagli l’unicità di questo reperto.

Di straordinario interesse e suggestione l’exhibit in multiproiezione dedicato alla valorizzazione dell’imponente statua frammentaria firmata dallo scultore ateniese Kleomènes. Attraverso una narrazione per immagini, viene illustrata la sorprendente scoperta avvenuta durante gli scavi per costruzioni edili nel centro cittadino e l’ipotesi di completamento virtuale della forma originaria, poi contestualizzata in finale nella sua possibile collocazione d’ambiente ricostruito in 3D.

A concludere il viaggio nella storia archeologica piacentina, un filmato che racchiude l’intera esperienza di visita vissuta percorrendo questo nuovo allestimento museale, reso ancora più seducente ed immersivo dalla straordinaria bellezza degli ambienti che lo racchiudono.

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ETT per lo sviluppo di Space 13

Locandina del progetto Space 13 a cui partecipa ETT per la fase di sviluppo

Innovation Lab, al via il primo incontro tra sindaci e partner del progetto digitale Space 13 a cui ETT prende parte per la fase di sviluppo

Innovation Lab, al via il primo incontro tra i sindaci e i partner del progetto digitale Space 13. 

Si è svolto oggi il primo incontro con i sindaci e i partner del progetto Space 13 per l’attivazione di un Innovation Lab presso l’Edificio 13 a Legnago e la creazione di 13 palestre digitali, di cui 2 a Legnago e le restanti negli altri 11 comuni coinvolti.

Obiettivo del progetto è di trasferire ai cittadini e alle imprese competenze digitali utili a un miglior utilizzo dei servizi offerti dalla Pubblica Amministrazione, allestendo spazi di innovazione e promuovendo la diffusione della cultura digitale.

Il progetto Innovation Lab, finanziato dalla Regione Veneto, verrà attivato in 13 presidi e 12 Comuni. La sede del progetto si trova presso l’Edificio 13 – Cittadella del Lavoro e comprende anche uno spazio dedicato al coworking. 

Sono poi previste 13 palestre digitali P3@ site nei comuni di Legnago, Castagnaro, Isola della Scala, Minerbe, Villa Bartolomea, Isola Rizza, San Pietro di Morubio, Angiari, Bovolone, Cerea, Terrazzo e Roverchiara. 

Nell’incontro di oggi si è delineata la linea d’azione con le società incaricate dello sviluppo del progetto: ETT di Genova, T2i di Rovigo e Open Group di Bologna. 

Da questo momento e fino a maggio 2022 saranno organizzate in questi presidi iniziative volte a promuovere la cultura digitale tra cittadini e imprese grazie a eventi informativi, laboratori, workshop e competizioni. 

Il 18 maggio si terrà un incontro in presenza con i soggettivi attivi nel progetto per raccogliere le proposte del territorio. 

A breve verranno comunicate le modalità con cui i cittadini e le imprese potranno contribuire attivamente alla realizzazione del progetto. 

Nel sottolineare l’importanza di Innovation Lab, il Sindaco Graziano Lorenzetti ha commentato: “Dobbiamo dare strumenti e informazioni ai cittadini. La cultura digitale deve essere sviluppata e resa accessibile a tutti, al fine di permettere a chi ha idee e progetti di poterle sviluppare all’interno di questa iniziativa”.