Inaugura con ETT “A World Of Potential” nelle Procuratie Vecchie di Venezia

AL VIA OGGI “A WORLD OF POTENTIAL”, MOSTRA INTERATTIVA AL TERZO PIANO DELLE PROCURATIE VECCHIE (580 mq) DI PIAZZA SAN MARCO: ESPERIENZE MULTIMEDIALI E IMMERSIVE DI ETT, INDUSTRIA DIGITALE CREATIVA

La Mostra offre un’esperienza coinvolgente per comprendere e connettersi con il “potenziale” personale di ciascuno di noi, esplorando i punti di forza della propria personalità e, simultaneamente, le migliori qualità nelle persone vicine. 

Visitando “A World of Potential”, la metà del prezzo del ticket sarà messa a disposizione di uno dei programmi sostenuti da The Human Safety Net, la rete di Generali Assicurazioni nata per sbloccare il potenziale delle persone che vivono in situazioni vulnerabili ed in circostanze difficili.

Procuratie Vecchie di Venezia

Venezia, 8 aprile 2022Parte oggi, in occasione del 190° anniversario della fondazione di Generali, “A World of Potential, mostra interattiva ospitata al terzo piano delle Procuratie Vecchie, gli edifici che avvolgono su tre lati piazza San Marco a Venezia. Gli allestimenti multimediali e immersivi (fornitura e installazione dell’hardware e sviluppo software exhibit) sono dell’industria creativa ETT.

È la prima volta, dopo 500 anni, che una larga parte delle Procuratie Vecchie viene resa accessibile al pubblico. Il progetto di recupero delle Procuratie è stato commissionato da Generali allo studio David Chipperfield Architects Milano nel 2017.

L’opera di restauro ha recuperato materiali originali veneziani e lavorazioni tradizionali coinvolgendo aziende specializzate e artigiani locali. Il complesso delle Procuratie Vecchie di proprietà Generali comprende circa 12.400 mq di superficie complessiva lorda, che occupano all’incirca l’85% della porzione dell’edificio che chiude il lato nord di Piazza San Marco. 580 metri quadrati sono finalizzati all’exhibition che ha come obiettivo principale quello di fare incontrare se stessi a tutti gli ospiti (i visitatori). 

Gli spazi dell’Exhibit sono dedicati all’interazione e alla condivisione con le persone attraverso i sistemi multimediali progettati e realizzati da ETT. Asse trasversale e comune denominatore a questi fattori è il concetto del “poter accedere” di tutti i partecipanti alla sfida di acquisire consapevolezza di sé in termini di perseveranza, creatività, speranza, leadership, gratitudine e spirito di squadra, per mettersi in moto nel rapporto con la vita, la cultura e l’arte.

Il visitatore viene ingaggiato a divenire “hub” di The Human Safety Net (THSN), la Rete di Generali con la mission di liberare il potenziale delle persone che vivono in condizioni di vulnerabilità affinché possano migliorare le condizioni di vita delle loro famiglie e comunità. È proprio a questo livello che a Venezia con THSN si è lavorato sui temi dell’inclusione sociale e del potenziale umano, concept sottesi a tutta la mostra.   

La tecnologia – spiega Giovanni Verreschi, a.d. di ETT – nell’ambito della mostra è presente dove necessario ea il suo utilizzo va di pari passo all’idea di “accessibilità” che definisce la cornice semantica dell’evento. Al suo interno essa riveste, dunque, un ruolo d’altra parte importante nel garantire quell’esperienza di partecipazione degli ospiti delle Procuratie Vecchie tanto sottolineata e auspicata dagli autori. Gli oggetti esposti, infatti, risultano ingaggianti e provocano il visitatore a interagire per scoprire i diversi lati della propria attitudine verso la realtà. Siamo orgogliosi – ha aggiunto Verreschi – dell’opportunità avuta di collaborare per il progetto “A World of Potential” con Generali, data la visione lungimirante da parte della Committenza anche in merito agli aspetti tecnologici, richiesti non tanto per costituire una voce diversiva quanto, piuttosto, per integrarsi all’interno di un’iniziativa che come prima finalità si è posta quella di riscoprire l’umano, facendo incontrare l’uomo a se stesso”. 

I percorsi di visita delle Procuratie sono studiati per essere affrontati secondo i “ritmi” preferiti dal singolo visitatore, tanto è vero che ci sono spazi per soste, dove mangiare, chiacchierare o, comunque, rimanere.

All’ingresso viene consegnato un ticket polivalente, vera e propria Carta da Viaggio, munito di sensori NFC (contactless) che comunicano con tutte le sezioni di “A World of Potential”. 

Accedendo al cuore dell’exhibit si incontrano Arlecchino, Colombina e Pantalone, protagonisti di un contesto scenico in cui la tradizione marionettistica si fonde con l’innovazione tecnologica, generando uno spettacolare teatro meccanizzato in cui le tre marionette danno il benvenuto ai visitatori. Queste, realizzate da Colla, una delle famiglie più importanti della tradizione marionettistica italiana, vengono movimentate attraverso diciotto motori ad alta precisione, messi a punto da ETT dopo un lavoro di progettazione e prototipazione di oltre otto mesi. Sullo sfondo la suggestiva ricostruzione 3D di una stanza delle Procuratie e del suo meraviglioso affaccio sulla piazza.

Si entra, successivamente, in un percorso che ci immerge in un nuovo ambiente e “circonda” di domande sul potenziale umano e sui suoi punti di forza: uno spettacolo introduttivo immersivo combina audio, video, animazioni ed elementi grafici su videowall a parete, soffitto e pavimento.

Una struttura a multiscope con 15 punti di scoperta, attivabili con la Carta da viaggio, introduce di seguito i visitatori in un puzzle di suoni, immagini e parole stimolandone la curiosità. 

In un altro exhibit, tramite una tecnologia simile alla Realtà Aumentata, si può godere di un’inedita prospettiva su Venezia, ispirata al classico binocolo panoramico a gettoni: a determinate coordinate corrispondono Point of Interest per un approfondimento specifico, dai quali si può avere accesso a testi, immagini, video e audio.

Proseguendo il percorso, si incontra una postazione che presenta un sensore a contatto con la fronte che permette di sollevare, concentrandosi, una pallina posizionata all’interno di un cilindro adiacente alla postazione. A fine esperienza, il giocatore riceve un diagramma che illustra la prestazione, in base ai livelli di altezza raggiunti dalla pallina. In questo modo l’exhibit testa la capacità di mantenere la concentrazione su un’unica attività.

La creatività, inoltre, attraverso un monitor collegato ad un sensore interattivo (kinect), permette di scegliere un’emozione e “disegnare” nell’aria, direttamente con le proprie mani, un’immagine rappresentativa. Una volta completata, viene mostrata in un videowall insieme agli altri contributi condivisi.

I visitatori sono poi invitati a pensare a un momento di difficoltà o una situazione che stanno attraversando e a rappresentare, tramite alcune scelte a monitor, la propria situazione. Successivamente, vengono individuati 6 pregiudizi cognitivi che possono avere un impatto quando dobbiamo affrontare una situazione complessa. 

Un altro exhibit sonda la capacità di leadership, ascolto e collaborazione. A due giocatori è richiesto di costruire un oggetto in base ad un’immagine data. Il costruttore posiziona le mani sotto una semi cupola di pellicola. Premendo il pulsante di inizio gioco, la pellicola si polarizza, opacizzandosi, e nasconde i pezzi che devono comporre l’oggetto, selezionato dal compagno istruttore. Seguendo le istruzioni alla cieca e con l’utilizzo del solo senso del tatto, il costruttore deve capire quali pezzi selezionare e come sovrapporli nell’ordine corretto. L’intera performance di coppia viene proiettata a beneficio degli altri visitatori. 

Arrivando verso la fine del cammino, l’albero della gratitudine accoglie i nastri stampati in tempo reale che riportano i motivi per i quali i visitatori sentono di dover essere riconoscenti, scritti tramite tablet. 

Per quanto, diversamente riguarda la capacità di teamwork, una struttura cubica pensata per una prova di collaborazione e ascolto, per la quale occorre essere almeno in due, sino a un massimo di quattro persone in contemporanea. Quattro strumenti posizionati agli estremi si attivano con quattro meccanismi diversi e producono una sorta di flusso che deve raggiungere il centro del grande tavolo LED. Finché i giocatori non sono coordinati e non manovrano armonicamente i meccanismi, non si attiva la parte finale dell’experience, pensata per sorprendere e valorizzare il lavoro di squadra. 

Si giunge, infine, all’epilogo del “viaggio”, traguardo che prevede per tutti la foto scattata di fronte alla grande H simbolo di The Human Safety Net.

All’uscita, i visitatori trovano un wall con le immagini di quanti hanno fatto la loro stessa esperienza.