Il Reddito di cittadinanza è legge: tutte le informazioni utili

Il 27 Marzo il Senato ha approvato in via definitiva, trasformandolo in legge, il testo del decreto legge 4/2019 contenente la misura di contrasto alla povertà e per l’inclusione lavorativa denominata reddito di cittadinanza.

Sono molte le regioni italiane con cui ETT collabora per garantire supporto informatico ai sistemi del lavoro, quindi l’azienda guarda con grande attenzione  all’impatto di questa misura sui centri per l’impiego – in particolare alle pratiche di inserimento lavorativo collegate al provvedimento– così da poter migliorare giorno dopo giorno il suo servizio.

Le modifiche al testo del decreto sono state numerose per renderlo più efficace e mirato nella sua fase attuativa:

  • Grazie a una modifica relativa ai parametri della scala di equivalenza i nuclei familiari numerosi e con membri disabili hanno la possibilità di ricevere con il sussidio fino a 50 euro in più al mese.
  • Per quanto riguarda la pensione di cittadinanza, essa verrà concessa anche nel caso in cui il componente del nucleo – di età pari o superiore a 67 anni – conviva solamente con una o più persone in condizione di disabilità grave o non autosufficienza.
  • La soglia del patrimonio mobiliare per l’accesso al sussidio per ogni componente con disabilità grave o non autosufficienza si è alzata da cinquemila a oltre settemila euro.
  • Per prevenire distorsioni dello strumento, il reddito di cittadinanza può essere ottenuto dal suo richiedente solo se separazione o divorzio sono successivi al 1 settembre 2019, mentre il cambio di residenza deve invece essere certificato da un apposito verbale della polizia locale.
  • Anche i genitori single richiedenti il RdC hanno dei vincoli da rispettare: se ci sono figli minori ai fini del calcolo Isee viene compreso anche il genitore non convivente o non sposato. La regola, però, non vale se uno dei due genitori si è risposato con persona diversa dall’altro genitore, se ha figli con un’altra persona, se non è in possesso della potestà, se c’è un assegno di mantenimento o se risulta accertata l’estraneità a livello di rapporti affettivi ed economici.
  • I beneficiari del reddito di cittadinanza hanno l’obbligo di svolgere nel Comune da un minimo di 8 a un massimo di 16 ore settimanali di servizi utili per la collettività.
  • I centri per l’impiego e i Comuni avranno la possibilità di convocare i beneficiari del sussidio anche tramite mezzi informali (sms o mail).

Offerte di lavoro, limiti per salario e kilometri
L’obbligo di accettare una proposta di lavoro per il beneficiario del RdC scatterà solo con un salario di oltre 858 euro al mese, pari al 10 per cento in più del valore del reddito di cittadinanza. In questo contesto i cosiddetti lavoratori poveri (working poor), cioè coloro che nonostante lo stipendio hanno un reddito molto basso, riceveranno nuove proposte di lavoro dai centri per l’Impiego al fine di migliorare la propria condizione.
Se nel nucleo familiare del beneficiario c’è un figlio minore è inoltre possibile ricevere offerte di lavoro in un massimo di 250 chilometri nei primi 24 mesi di fruizione del beneficio (o in caso di rinnovo). Tale limite scende poi a 100 chilometri in caso di familiari di persone disabili.
In caso di dimissioni spontanee, chi le presenta perde il diritto a ricevere il beneficio, ma non tutto il nucleo familiare. Tale regola non si applica in caso di dimissioni per giusta causa.

Incentivi e sanzioni per le aziende
Sono previste delle sanzioni elevate per quei datori di lavoro che impiegano in nero lavoratori stranieri o minori beneficiari del sussidio.
Inoltre, i datori di lavoro che non rispettano le quote di assunzione dei lavoratori con disabilità appartenenti alle categorie protette, a meno che non assumano percettori del beneficio appartenenti alle medesime liste, non riceveranno gli incentivi previsti.
Anche i disabili, seppur esentati dagli obblighi di ricerca del lavoro previsti, possono manifestare la loro disponibilità al lavoro.

Patronati.
Le domande per richiedere il reddito o la pensione di cittadinanza potranno essere presentate, oltre che online, ai Caf o agli uffici postali, anche ai patronati.
Le domande che sono state presentate prima dell’entrata in vigore del decreto non perdono validità e possono essere aggiornate entro sei mesi sulla base delle modifiche introdotte in sede di conversione in legge del provvedimento. Anche le domande per il Rei (il reddito di inclusione), presentate ai Comuni fino al 1 marzo, potranno essere inviate all’Inps entro la fine di aprile.

Ad oggi sono arrivate cinquecentomila domande per richiedere il reddito di cittadinanza. I dati sono stati forniti dall’Inps e dal ministero del Lavoro e dal monitoraggio effettuato sulle domande presentate emerge  che i  richiedenti il reddito di cittadinanza sono per lo più stranieri e over 50. È bassa la percentuale di richieste per il sussidio da parte dei giovani under 30, che si rialza un po’ nel caso del Sud.

 

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