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Visioni di antiche città adriatiche in Veneto
Il progetto ha ricostruito alcune emergenze in siti archeologici di eccellenza, posti lungo la costa adriatica del Veneto, quali S.Basilio (Ariano nel Polesine), Adria, Altino e Concordia Sagittaria: un modo di valorizzare i beni archeologici attraverso la loro ricostruzione in un modello tridimensionale e la rappresentazione virtuale grazie all’utilizzo delle più avanzate tecnologie 3D oggi esistenti. Si possono visitare luoghi ed edifici riproposti sulla base di rigore scientifico e perizia tecnologica, senza alcun onere per il visitatore, sia che la visita avvenga su web, comodamente seduto davanti allo schermo del pc, sia che ripercorra di persona questo itinerario, usufruendo della Realtà Aumentata che su uno schermo portatile consente di rivedere "sul posto" com'era il passato.

Il progetto PArSJAd - Parco Archeologico dell’Alto Adriatico, finanziato dal Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, si pone l’obiettivo di valorizzare il patrimonio archeologico dell’area costiera dell’Alto Adriatico, dal litorale emiliano a quello sloveno, in un’ottica unitaria e transfrontaliera, assumendo la pianificazione culturale quale strumento di governo dell’intervento pubblico a favore dell’attrattività e della competitività del territorio coinvolto.

APP ParSJad
L’applicazione "PArSJAd - Visioni di antiche città del Veneto", disponibile per il download negli store GooglePlay e Apple, permette di accedere alle stesse informazioni presenti su web. Consente inoltre, ai visitatori ‘sul posto’, di fruire al meglio della ricchezza di quelle informazioni integrandole con un’esperienza di Realtà Aumentata che, sfruttando il GPS dello smartphone, traccia la posizione all’interno del sito archeologico e avvia i contenuti (di Realtà Aumentata, appunto) che rendono il visitatore parte integrante della ricostruzione.

ALTINO
Già frequentata in età preistorica e importante centro della civiltà dei Veneti antichi, Altino fu una fiorente città romana, monumentalizzata nel corso del I sec. a.C. Chiusa da un anello di corsi d’acqua, attraversata da canali e dotata di ponti, la città doveva essere molto simile a Venezia. Altino è oggi occupata da campi coltivati, sotto cui giacciono i resti dell’antico municipio, che conosciamo grazie a campagne di scavo archeologico e grazie a splendide foto aeree che ci suggeriscono l’articolazione di edifici privati e pubblici, tra i quali si riconoscono il foro, il teatro e l’anfiteatro. La città doveva avere dimensioni pari a quelle di Aquileia e maggiori di quelle di Pompei.

CONCORDIA SAGITARIA
La basilica viene costruita alla fine del IV sec. d.C. per dotare rapidamente Concordia Sagittaria, prima di Aquileia, di un edificio in grado di ospitare le reliquie degli Apostoli Andrea e Tommaso, di San Giovanni Battista, di San Luca e San Giovanni Evangelista. La velocità dell’esecuzione si tradusse nella realizzazione di una chiesa, molto semplice e spoglia, abbellita a più riprese nel corso del V-VI sec. d.C. da interventi strutturali e decorativi.

SAN BASILIO di ARIANO POLESINE
In corrispondenza dell’attuale frazione di San Basilio di Ariano Polesine in epoca etrusca e romana sorgeva un insediamento portuale di particolare importanza per l’arrivo delle merci dai mercati adriatici. Tra la fine del IV e il V secolo d.C., San Basilio ospitava una comunità che aderiva alle prime manifestazioni del cristianesimo; venne edificata una cattedrale con battistero, attualmente visibile nell’area archeologica aperta al pubblico. Alla chiesa faceva capo una piccola necropoli con sepolture ad inumazione.Nell’area archeologica è visibile anche un grande edificio monumentale riferibile all’epoca imperiale romana (II-III sec. d.C.), non indagato nella sua interezza. E’ possibile si trattasse di un grande magazzino di servizio idoneo al consistente traffico commerciale dell’approdo.

ADRIA
Adria, frequentata a partire dal periodo compreso tra XIV e XIII sec. a.C., fu un’importante città etrusca, ellenistica e romana. La città etrusca di Adria sorge in un territorio ‘anfibio’, caratterizzato dalla presenza di un antico ramo del fiume Po all’interno di un sistema di lagune e che fu organizzato a partire dai primi decenni del VI secolo a.C. con una serie di canali che, alternandosi e allineandosi con le strade, formavano un regolare disegno e consentivano un efficace drenaggio del suolo. L’edificio individuato nel 2004 è una casa-laboratorio, in cui i diversi vani erano adibiti a diverse funzioni, residenziali e produttive.


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